Tricolore a lutto per il 2 giugno. Il sindaco leghista: «Non c’è nulla da festeggiare»

Nel giorno della Festa della Repubblica il sindaco leghista del comune trevigiano di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski, ha esposto fuori del municipio la bandiera italiana listata a lutto. Nei giorni scorsi aveva annunciato che non avrebbe esposto il Tricolore il 2 giugno, non in segno di polemica secessionista, ma «perché non c’è motivo per celebrare alcunché», negando anche l’uso della piazza municipale per la festa cittadina. Cosa che aveva scatenato la protesta delle opposizioni, le quali avevano risposto promuovendo il 1° giugno, con un giorno d’anticipo, la festa della Repubblica. Adesso la provocazione del tricolore listato a lutto. Un gesto che è valso a Szmuski una segnalazione dei carabinieri alla Prefettura. Da sempre polemico contro la burocrazia statale e propenso alle provocazioni amministrative e istituzionali, Szumski era salito alla ribalta quando l’anno scorso aveva deciso di far pagare al Comune l’Imu per tutti i suoi cittadini. In altro occasione si era segnalato per la proposta di un progetto di legge che aveva inviato all’attenzione del governo per far lavorare i disoccupati nei comuni “virtuosi” che avevano accantonato risorse con il patto di stabilità. Recentemente aveva avviato invece una raccolta fondi per aiutare i secessionisti finiti in carcere nell’operazione dei Ros del 2 aprile scorso. Nel corso della contro-manifestazione promossa dalle opposizioni comunali e da un gruppo di cittadini di Santa Lucia c’era stato anche qualche momento di tensione, quando, per dar man forte al sindaco leghista, erano arrivati davanti al municipio quattro esponenti dei movimenti indipendentisti veneti che avevano avuto un acceso diverbio con i sostenitori della Repubblica. La situazione era stata riportata alla normalità dalla polizia, che aveva identificato i quattro indipendentisti.