Traffico in tilt a Roma e Marino sulla graticola. E domenica arrivano anche i temuti Rolling Stones…

Roma in tilt. Romani nel caos. Marino nel mirino delle conseguenti polemiche e delle inevitabili recriminazioni, vittima, indifferentemente, del fuoco amico e nemico. Sembra proprio che quello che era stato il punto di forza della propaganda pre-elettorale del chirurgo ligure in prestito alla politica – la viabilità – sia diventato il vero tallone d’Achille del sindaco a capo di una città sempre più claudicante e barcollante. Il primo cittadino, infatti, dopo aver congestionato il traffico nei percorsi nevralgici del centro storico, isolando il cuore pulsante della città (viale dei Fori Imperiali) e paralizzando le arterie limitrofe. Dopo il pasticciaccio brutto di via Labicana. Dopo aver lasciato piazze e strade in ostaggio di manifestanti in corteo con frequenza ormai quotidiana. Dopo aver spalancato le porte dell’area archeologica del Circo Massimo e dintorni al maxi-concerto dei Rolling Stones, ora è avviluppato nella morsa delle sue stesse disposizioni, mentre gli abitanti della città eterna sono definitivamente in ginocchio. Letteralmente: perché raggiungere il posto di lavoro o tornare a casa è diventato una sorta di pellegrinaggio punitivo che costringe ad acrobazie stradali e a funambolismi urbani. Solo per parlare di queste ore, dunque, una giornata come tante: il traffico in centro è più convulso che mai a causa della chiusura di una delle strade che costeggiano il Circo Massimo in vista del maxi-concerto di domenica sera di Mick Jagger e compagni. Il divieto di circolazione in via dei Cerchi, infatti, scattato all’una di notte, ha causato ripercussioni su tutta la zona centrale della capitale, dal lungotevere al Colosseo, fin dalle prime ore del mattino, quando in molti hanno cominciato a spostarsi per raggiungere uffici e negozi. Come se non bastasse, ad incrementare il rituale caos mattutino ha contribuito anche lo sciopero dei vigili urbani che, al grido di «sindaco stiamo arrivando», sono partiti in corteo – organizzato dal sindacato dei vigili Ospol – dalla sede del Comando provinciale della polizia municipale di via della Consolazione, sfilando per le strade del centro storico diretti in Campidoglio. Gli agenti – scesi in piazza per ottenere che venga attuato l’accordo sottoscritto lo scorso 7 marzo sulle misure relative alla sicurezza, alla salute e al salario accessorio – con fischietti e megafoni hanno intonato senza tregua cori contro Marino: il più cauto recitava un poco amichevole invito ad «andare a casa». E i romani, costretti a lunghe code e grossi disagi, si sono uniti idealmente all’invito. E non sono stati i soli, considerato che un gruppo di lavoratori di Roma Multiservizi ha trascorso la notte nell’aula Giulio Cesare a seguito di una protesta durante un’assemblea capitolina, ordita per chiedere che venisse votata una mozione in loro favore.
Tanti nodi da sciogliere per Marino, insomma, e una città aggrovigliata nelle sue difficoltà. E il bello deve ancora venire: domenica gli Stones sbarcano al Circo Massimo e il centro – barricato da ore – dovrà assorbire l’onda d’urto di fans, turisti e aspiranti invasori di campo. Gli abitanti dell’area interessata e dei dintorni – già vittime da settimane di sperimentazioni e di annunci di piani straordinari per il traffico strutturati dall’amministrazione capitolina  – sono sotto assedio… e Marino sempre più sulla graticola.