Sui marò trattenuti in India la Mogherini contestata a Bologna dai consiglieri di Forza Italia

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini torna ad aprire il tormentato file sui marò nel corso del Consiglio comunale di Bologna, riunito per la sua annuale seduta europea, e con i consiglieri di Forza Italia che indossavano una maglietta con la scritta “Marò liberi” sulla bandiera italiana, maglietta di cui poi i rappresentanti azzurri hanno fatto dono alla titolare del dicastero della Farnesina. Alla quale, nel corso della seduta consiliare, è stato riconosciuto – soprattutto rispetto all’inerzia degli ultimi governi in carica – «un impegno ben differente da quello del suo predecessore», pur essendoci a tutt’oggi la necessità di tornare a chiedere uno sforzo ancora più deciso. «Sappiamo che il caso dei marò non è semplice: delle responsabilità del passato parleremo a vicenda conclusa» ha replicato il ministro. «Questo è il momento dell’unità del Paese e delle istituzioni e della massima responsabilità, perché ogni parola ed ogni atto che facciamo qui, soprattutto nelle sedi istituzionali, hanno una rilevanza o un impatto negativo o positivo sulla vicenda». Questo l’appello della Mogherini in risposta alle sollecitazioni dei consiglieri forzisti in Aula. Certo è che, a furia di tatto diplomatico e di attenzioni istituzionali, i due fucilieri di Marina, Latorre e Girone, sono ancora trattenuti in India da ormai due anni e mezzo. «Quello che stiamo facendo – ha aggiunto allora il ministro – è costante, a volte silenzioso, ma determinato. In India c’è un nuovo governo, altri canali sono aperti, stiamo lavorando su questa strada. C’è la consapevolezza della comunità internazionale che questo è un caso che non riguarda solo l’Italia». Poi, nel tentativo di fugare dubbi e argomentare le scelte del governo sull’intricata vicenda diplomatico-giudiziaria, ha proseguito: «Sui marò questo governo ha cambiato strategia, ha avviato la fase dell’internazionalizzazione, in strettissima collaborazione col parlamento per una volta unito e in costante raccordo con loro e le loro famiglie, che stanno mostrando un senso dello Stato encomiabile. Le nostre due stelle polari sono il rifiuto della giurisdizione indiana e rimarcare la loro immunità funzionale». L’augurio, allora, è che queste coordinate di riferimento conducano finalmente in porto il risultato, riportando a casa i nostri due militari.