Scontro tra toghe a Milano: il Csm se ne “lava le mani”. La parola passa al Pg della Cassazione

Alla fine, com’era in gran parte prevedibile, il Csm, l’organo di autogoverno della magistratura, ha deciso di non decidere. O, meglio, ha adottato una decisione salomonica nella speranza di porre fine ad un durissimo contrasto tra il procuratore capo di Milano, Bruti Liberati, ed il suo vice, Robledo. Tra i due sono volate accuse pesanti e reciproci sospetti in merito ad indagini molto “sensibili” sotto il profilo politico: dal processo Ruby a quello Sea-Gamberale. Ora, dopo una lunga istruttoria ed una serie di audizioni, per entrambi i duellanti non sembrano sussistere gli estremi per l’avvio della procedura di trasferimento. Sarebbe questa la posizione della I Commissione del Csm che, in merito allo scontro alla Procura di Milano, si avvierebbe a un’archiviazione seppure segnalando punti critici. Forse giovedì la decisione.

Nell’esaminare la vicenda la I Commissione, competente per le procedure di incompatibilità, non avrebbe ravvisato nei comportamenti dei due magistrati elementi che hanno leso l’autonomia e l’indipendenza nell’esercizio delle loro funzioni. Al momento, il relatore Mariano Sciacca ha presentato una prima bozza di lavoro su cui saranno necessari ulteriori approfondimenti. La Commissione tornerà a riunirsi giovedì, quando potrebbe chiudere oppure ritenere necessaria un’ulteriore verifica. Oggi, intanto, si è riunita per esaminare la vicenda dello scontro alla Procura di Milano anche la VII Commissione del Csm, competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari. A quanto si apprende la relatrice Casella non ha presentato formalmente una relazione e dovrebbe farlo nelle prossime ore. Anche la VII Commissione quindi potrebbe passare al voto giovedì.

In ogni caso, resta impregiudicata la strada per il possibile avvio dell’iter disciplinare. Entrambe le commissioni, infatti, anche qualora archiviassero, potrebbero trasmettere gli atti al pg della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, dove ravvisassero che ce ne sono le condizioni. La VII Commissione inoltre potrebbe valutare anche il possibile trasferimento degli atti alla V Commissione del Csm, che si occupa del conferimento degli incarichi direttivi. Atti di cui la V Commissione dovrebbe tener conto nel momento in cui valuterà la riconferma o meno per altri quattro anni di Bruti Liberati a Milano, in scadenza a luglio, e tra un anno quella dello stesso Robledo.