Scintille al Tribunale di Napoli. Berlusconi: «La magistratura in Italia è incontrollabile e irresponsabile»

Fuochi d’artificio in aula al Tribunale a Napoli dove Silvio Berlusconi si è recato per essere sentito come testimone nel processo che vede imputato per corruzione Valter Lavitola, ex direttore de L’Avanti, per la presunta tentata estorsione a carico del gruppo Impregilo. Quando il presidente della sesta sezione Giovanna Ceppaluni pone l’ultima domanda sulla telefonata dell’agosto del 2011 tra Berlusconi e l’ex presidente Impregilo Ponzellini, Berlusconi accenna un commento personale: «Non capisco il senso di queste domande, dal momento che ho chiarito che feci quella telefonata come ambasciatore che non porta pena». Sale la tensione. «Non c’è bisogno che lei capisca. Funziona così», ha ribattuto il magistrato. Il Cav esasperato  per questo atteggiamento sbotta: «La magistratura in Italia è incontrollabile, irresponsabile e gode di una piena immunità». Reazione turbata del pm Vincenzo Piscitelli, che immediatamente scatta in piedi e si rivolge al presidente Ceppaluni: «Questo non lo posso accettare». E il presidente di rimando a Berlusconi: la magistratura «è ancora tutelata dal codice».  Ghedini dice la sua, ovviamente fuori verbale: anche il cittadino è tutelato dal codice. La “scintilla” era stata preceduto da altri botta e risposta e prima di uscire dall’aula alla fine della deposizione, Berlusconi non ha rinunciato a interloquire di nuovo con il presidente del collegio. Si è alzato e le ha porto il foglietto con la formula del giuramento dei testimoni che ha letto in apertura di deposizione, dicendo: «Glielo consegno affinché il decoro della giustizia venga tutelato».  I legali dell’ex premier, Michele Cerabona e Niccolò Ghedini, avevano depositato qualche giorno fa una memoria difensiva con la quale chiedevano che Berlusconi fosse ascoltato in qualità di imputato di reato connesso e non di testimone “puro”, ribadendo in aula la loro richiesta. La richiesta, naturalmente, è stata respinta.