Roma, nell’era Marino i nomadi possono fare “camping” abusivo anche al Verano

I nomadi preferiscono il cimitero. Chi pensava di aver visto tutto dopo un aereo parcheggiato qualche mese fa, si sbagliava, perché l’era Marino nella Capitale “promette” degrado ogni giorno di più nella più assoluta noncuranza. Chi pensava, per esempio,  che andando al cimitero monumentale del Verano a trovare i cari estinti si sarebbe imbattuto in15 roulotte di nomadi sparse dal parcheggio alle mura? Eppure accade in questi giorni e da almeno dieci giorni. A denunciarlo è Augusto Santori, un passato da consigliere di Municipio e ora battagliero esponente del comitato “DifendiAMO ROMA”. «Dopo aver ricevuto una mail da una famiglia che, recandosi a trovare i propri parenti, ci aveva segnalato questa “insolita” presenza, sono andato al Verano e ho trovato una situazione ben più grave di come me l’avevano descritta», ci racconta. «Di queste 15 roulotte, sette sono dislocate proprio sulle mura del cimitero monumentale, le altre nel parcheggio dove i cittadini possono parcheggiare per il tempo della visita ai propri defunti». A pochi passi dalla prestigiosa università La Sapienza di Roma, zona tranquilla la notte, insomma dovrà essere sembrata una location invitante per i nuovi inquilini del Verano. «Si tratta di un “camping” abusivo vero e proprio», segnala Santori. Imbarazzante. Ma Marino lo sa? Domanda inutile. «Lo sa, lo sa. Abbiamo inviato note su note, segnalazioni di degrado, rischio sicurezza, imbarazzo per chi va lì in visita. Ma abbiamo difficoltà a ricevere risposte dal sindaco e dalla sia Giunta, come del resto per tutte le segnalazioni che inviamo sull’emergenza nomadi». Più chiaro di così…

Santori sottolinea che da tempo il degrado del Verano è sotto accusa sia per quanto accade all’interno soprattutto negli orari notturni, sia per lo stato indecoroso in cui si trovano le mura, sfregiate da scritte ingiuriose e murales. «Si tratta di un luogo sacro per tutta la città, un luogo di valenza storica. Ci chiediamo se questa situazione possa essere un biglietto da visita per la città di Roma», conclude Santori. Una vicenda che a raccontarla potrebbe far sorridere, ma che invece lascia tanta rabbia. Se qualcuno si può permettere di fare quello che vuole, persino accamparsi nel parcheggio di un cimitero, vuol dire che per i romani non c’è tregua, neanche da morti…