Roma è maglia nera europea per il traffico? E Marino taglia 12 linee dei bus

Ne è perfettamente consapevole Ignazio Marino, del resto ciclicamente vengono pubblicati studi che lo confermano: «Per quanto riguarda l’intensità del traffico, Roma ha veramente la maglia nera». Il sindaco della Capitale lo ha ricordato intervenendo a Buongiorno Regione su Rai 3, dove ha anche snocciolato dei numeri.

«Noi – ha detto – abbiamo ben 2 milioni e 800mila veicoli nella nostra città. Statisticamente siamo la città con più mezzi a motore di tutt’Europa». Fin qui l’ammissione dei fatti, su cui non si può eccepire. Il problema sorge quando dalla riflessione sul problema si passa a quella sulla possibile soluzione. Come pensa Marino di intervenire sulla mobilità a Roma? Con un piano in tre punti che lascia davvero senza parole. Punto primo: «Nel nuovo piano del traffico abbiamo inserito una serie di ciclabili, sono necessarie». Le ciclabili. Come se la bicicletta fosse davvero un mezzo alternativo credibile in una città che è stata fondata su sette colli e in cui, fuori dalla fascia centrale, ci sono almeno una mezza dozzina di quartieri che si chiamano Monte-qualcosa. Secondo punto: «La velocità di 30km/h nelle zone urbane dovrebbe essere la velocità a cui aspirare e noi lo stiamo facendo. Nel piano del traffico abbiamo inserito moltissime isole ambientali non solo nel centro storico, ma in tutti i quartieri di Roma». Marino ha ragione quando aggiunge che «è assurdo vedere passare un motociclista a 100km/h sui Fori imperiali», che «bisogna recuperare il senso civico» e che «il limite di velocità è importante per la sicurezza delle persone», ma un’intera città che viaggia a 30 chilometri orari, come auspica, è un’altra cosa e apre scenari apocalittici per il traffico. Terzo punto illustrato a Buongiorno Regione: «Abbiamo investito molto sul car-sharing. Dal 10 di marzo, quando è stato avviato il servizio, abbiamo già oltre 45mila iscritti che ogni giorno, invece di usare la propria auto, ne usano una in condivisione con il resto della città». Cosa buona e che ha indubbi vantaggi, ma che incide poco sul numero dei mezzi in circolazione perché, semplicemente, invece di prendere la propria auto si prende quella a noleggio.

Che fare, dunque? La risposta più elementare sarebbe incrementare il servizio di trasporto pubblico, garantendo ai romani la possibilità di muoversi in città senza dover fare ricorso per forza al mezzo privato. Peccato che proprio lì, invece, il Comune, come imposto dal decreto Salva Roma, sia impegnato in una politica di tagli drastici. Iniziata a maggio con le linee del deposito Casilino, la “razionalizzazione” degli autobus è entrata nella fase due con la chiusura delle scuole. I nuovi tagli hanno interessato le linee che attraversano i quartieri Prenestino e Casilino, arrivando anche in centro. Altre tratte e altri quartieri sono stati poi interessati da cambi di orari e di percorso, oltre che da soppressioni. A fine processo le linee soppresse dall’Atac saranno 12 e i chilometri all’anno decurtati 2,8 milioni. A quel punto è probabile che il traffico di Roma non si debba più accontentare di essere «maglia nera in Europa» e che possa iniziare a insidiare il primato mondiale di megalopoli come Mosca, Città del Messico o Pechino.