Renzi striglia il Pd: «Vivendo di rendita si perde». Centrodestra in coro: uniti si può vincere ovunque

Se la Boschi aveva twittato subito un messaggio di smodata esultanza, nonostante le sconfitte di Livorno e Padova, ci ha pensato il premier Renzi a riportare il partito con i piedi per terra, ricordando alla classe dirigente del Pd che non si vince solo grazie all’effetto “80 euro”e tantomeno perché ci si considera i più bravi. «L’analisi dei ballottaggi segna la fine delle posizioni di rendita elettorale, è finito il tempo in cui qualcuno sa che in quel posto si vince di sicuro», ha detto Renzi dal Vietnam, dove è in missione, dichiarandosi comunque soddisfatto per un “risultato straordinario”.  Peccato che non tutti nel suo partito, nonostante l’altalenante esito dei ballottaggi, mantengano lo stesso profilo sobrio. «Questi ballottaggi rappresentano una vittoria limpida e indiscutibile, che conferma e consolida l’avanzata del Pd alle europee e alle recenti regionali», attacca Debora Serracchiani, vicesegretaria del Partito democratico. Poi c’è chi, come la Moretti, attribuisce i rovesci agli scandali nei quali il partito è rimasto coinvolto, dal Mose all’Expo. Ma c’è anche chi, come Beppe Grillo, fa altrettanto dal proprio punto di vista e non trattiene la sua gioia per le vittorie di Livorno, Civitavecchia e Bagheria.

Poi c’è il centrodestra, che incassa l’ennesima tornata con luci e ombre: si perde a Pavia, si espugna Perugia, la capitale dell’Umbria rossa, si conquista a sorpresa Padova, con il leghista Massimo Bitonci sostenuto da una coalizione che va da FI a Fratelli d’Italia, ma il partito della Meloni festeggia soprattutto la vittoria a Potenza, un piccolo grande miracolo. Il commento generale a questa tornata elettorale, come sempre negli ultimi tempi, è tra il soddisfatto e il rammaricato per come il centrodestra, se unito, si mostri ancora una volta competitivo anche nelle competizioni municipali. «Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che un italiano su due non ha votato e una diminuizione dei voti all’attuale centrodestra. Certo, l’onda lunga di Renzi alle Europee non dico che si sia arrestata, ma si è arenata. Il Paese, con questa astensione, richiede cambiamento, ma soprattutto trasparenza. Insomma, ci vuole una classe politica nuova», dice Giovanni  Toti (Fi).

Ignazio la Russa, co-fondatore e deputato di Fratelli d’Italia, sottolinea come i risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative ”confermino la difficoltà complessiva del centrodestra, prevedibile perché il doppio turno avvantaggia la sinistra”. La Russa ha detto anche che per FdI ”qui e lì ci sono state delle soddisfazioni, come a Potenza dove ci siamo presentati da soli insieme a una lista civica” ma il voto delle amministrative deve essere ”un monito a una ricomposizione” che non sia una ”somma algebrica” delle forze politiche ma che ”prenda le distanze dalla contiguità con il centrosinistra”. Identica analisi anche dal Nuovo centrodestra, che però esagera fino al punto da dichiararsi la vera vincitrice di queste elezioni: «I dati attestano in questo caso una corrispondenza tra forza elettorale dell’Ncd e vittoria del centrodestra, il che vuol dire che è l’elettorato moderato a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Quell’elettorato – spiega Gaetano  Quagliariello – che nel centrodestra solo Ncd è in grado di conquistare».