Renzi frena sul presidenzialismo: «È inopportuno». La Meloni: «Patetiche sono le tue riforme»

Renzi in difficoltà ha messo la retromarcia. L’offensiva lanciata dal centrodestra per il presidenzialismo, cruciale per avere una vera riforma e non una “rivoluzione” di facciata ha gettato nel panico i democratici. Le parole di Berlusconi («Renzi faccia sua la nostra proposta sul presidenzialismo») è stato il tema attorno al quale si è sviluppato il confronto politico per l’intera giornata, contenuti al posto dei soliti show del premier. Tra l’altro, la proposta dell’elezione diretta del capo dello Stato è destinata a ricompattare il centrodestra e anche questo è un passaggio che i renziani hanno valutato. Ecco dunque la risposta di Renzi: «Ora bisogna completare il percorso su cui c’è l’accordo: aprire la questione del presidenzialismo è inopportuno e intempestivo. Siamo a un passo dalla chiusura, inutile infilarci in un dibattito sul presidenzialismo». Il presidente del Consiglio l’ha detto  ai suoi fedelissimi, ma la notizia è uscita rapidamente dalle stanze del partito. Era stato proprio il Cavaliere a tirare in mezzo il segretario del Pd ricordando che in entrambi gli incontri (prima al Narareno e poi a Palazzo Chigi) si era accennato al tema dell’elezione diretta del presidente della Repubblica. Argomento che a sentire Berlusconi, trovava orecchie attente in Renzi. Ma il premier ha liquidato tutta la faccenda con una battuta. Un niet che viene duramente criticato da Giorgia Meloni che su Twitter scrive:  «Caro Renzi, inopportune e patetiche sono le tue riforme per abolire le elezioni, non far scegliere agli italiani il Capo dello Stato».