Renzi fa tornare la Festa dell’Unità. Perché gli piace parlare con le signore dei tortellini

Ma quant’è bravo Matteo Renzi. È buono. È dolce. Ha gli occhi da cerbiatto. Parla con tutti. Fa divertire con le sue battute. Quando è a contatto con i potenti sembra un pulcino bagnato, si emoziona, si abbottona male le camicie. Ecco, la svolta della grande stampa – da sempre vicina alla sinistra, anche se si presenta come indipendente – è proprio questa, inginocchiarsi ed elogiare le (presunte) virtù del nuovo Re Mida. Qualsiasi cosa faccia il premier è sacrosanta. Ora scopriamo – viaggiando sul web – che Renzi è stato sempre stregato dalle Feste dell’Unità emiliane e quindi le ha volute di nuovo. E allora le cronache politiche ci raccontano che – udite, udite – quando non era segretario del Pd parlava per ore con i volontari e con le signore che trascorrono mesi a preparare i tortellini per la Festa. Non si sa cosa dicesse ai volontari e alle signore, anche perché è difficile restare a chiacchierare di tortellini per  un’intera giornata. Ma l’importante è darlo in pasto all’opinione pubblica. Ma altre cronache politiche raccontano che Renzi parlasse per ore anche con i ragazzini che gestiscono i bar delle Feste e lì forse – tra la curiosità di come si fa un caffè e lo sfizio di vedere come si mette la tazzina sul bancone – avrà parlato pure delle squadre di calcio, se era più forte il Bologna o la Fiorentina.  Troppi ricordi, per un premier giovane che, travolto dalla nostalgia, ha deciso di ritirare fuori un brand rottamato: dal 27 agosto al 7 settembre il momento di festa del partito tornerà a chiamarsi Festa dell’Unità. Hurrah, urlano i vecchi compagni del Pci che fino a ora non hanno mai amato il leader Pd con l’espressione democristiana. Chiaramente la città prescelta è la rossa Bologna, poi ci saranno Modena e Reggio Emilia, tutte zone che garantiscono il successo di pubblico. A Bologna tutto si svolgerà su un’area di 30mila metri quadrati, che l’anno scorso ha fatto un enorme fatturato grazie ai 19 ristoranti, ai 15 bar e punti ristoro, 250 espositori commerciali e oltre cento iniziative non politiche, dai concerti rock al ballo liscio, dalle presentazioni di libri alle dimostrazioni di sport. Ma sì. Renzi è buono, è dolce e ha gli occhi di cerbiatto. Attenti però. È anche molto ma molto furbo.