Renzi a Napoli trova i contestatori, poi annuncia “calci nel sedere ai corrotti del Pd”

«Se nel Pd c’è chi ruba, costui deve andare a casa a calci nel sedere, non c’è Pd che tenga». In un teatro San Carlo stracolmo, a Napoli, Matteo Renzi usa il pugno duro sui colleghi di partito coinvolti negli scandali Expo e Mose nel corso della manifestazione “Repubblica delle idee”. Intervistato dal direttore Ezio Mauro, il premier si è anche difeso dall’accusa di non avere ancora concesso pieni poteri al commissario anti-corruzione Raffaele Cantone: «Il rinvio – ha detto Renzi – è stata una mia scelta. Qui occorre una duplice risposta: strutturale e culturale assieme. La legalità non è un optional, vale per le guardie e per i ladri. Il problema non sono i provvedimenti spot, il punto è che qui c’è un’emergenza educativa da cui bisogna ripartire. Se do poteri slegati da tutto il resto all’ennesima autorità, non siamo apposto».

Renzi, contestato al suo arrivo da una folla di antagonisti, precari e neoborbonici, s’è anche mostrato ottimista sul futuro del proprio governo: «Secondo me si va a fine legislatura ma posso andare a casa domattina, non ho una preoccupazione personale. Se sanno leggere la politica, devono avere la piena consapevolezza che è finito il tempo della palude. Si arriva al 2018 ma non per occupare poltrone».

E a proposito di poltrone, il premier ha spiegato che il prossimo presidente della della Commissione Europea «dovrà cambiare politica per i prossimi cinque anni oppure non avrà il consenso dell’Italia». «Per il momento discussione sui nomi dei candidati italiani ai vertici dell’Ue è totalmente azzerata». E l’ipotesi Letta o D’Alema come possibili candidati al vertice delle istituzioni europee? «Come italiani abbiamo lo spazio per avere alcune posizioni di responsabilità ma sarebbe molto ingiusto nei confronti di tutti i diretti interessati, che sono gli italiani, che si parta dai nomi».