Pubblica amministrazione, il governo alle prese con il sudoku. Forse un unico decreto

Pubblica amministrazione da riformare. Nelle prossime ore il Consiglio dei Ministri affronterà il nodo della “riforma delle riforme”. Con il solito piglio da salvatore della nazione, Matteo Renzi, rientrato dalla missione in Oriente, regala agli italiani il primo cinguettìo della giornata. «A Palazzo Chigi al lavoro sul Consiglio dei Ministri #buongiorno», twitta il premier alle prese con il restyling della Pubblica Amministrazione e il via libera ai poteri del commissario anti-corruzione Raffaele Cantone su Expo. La strada del governo potrebbe essere quella di un unico decreto legge che terrà insieme la riforma della Pa, i poteri al commissario Anticorruzione Raffaele Cantone e le misure su agricoltura e ambiente. Nella bozza di riforma della Pubblica Amministrazione ci sarebbe anche l’aumento del bollo auto, fino al 12%, nel solo 2015. La bozza prevede pure che i dipendenti pubblici possano essere spostati senza assenso del lavoratore sempre nello stesso Comune
e in un qualsiasi ufficio pubblico nel raggio di 50 chilometri. Nella mobilità volontaria, ovvero quella scelta dal travet, non è necessario il nulla osta dell’amministrazione di provenienza.
«Il governo sta lavorando su aspetti marginali come la trasferibilità dei dipendenti pubblici e la valutazione, mentre bisogna partire dalla semplificazione, da come funziona la Pubblica Amministrazione e poi arrivare a come ci si lavora», ha commentato polemico il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. «Non vorremmo – insiste il sindacalista – che si risolvesse tutto in uno spot pubblicitario». La Uil non fa sconti all’ennesimo provvedimento spot: «Quello che serve è una rivoluzione vera. Per migliorarne l’efficienza, ad esempio impedendole di chiedere al cittadino dati o documenti di cui è già in possesso. Non vorremmo invece che tutto si risolvesse in una riduzione dei permessi sindacali. Ma temo che decisione del governo sarà di fare subito cose del tutto marginali attraverso il decreto e di promettere una riforma della Pubblica Amministrazione a futura memoria». Angeletti ha aggiunto che «tra qualche mese tutti i cittadini si accorgeranno che nulla è cambiato, perché la Pubblica Amministrazione non funziona bene perché comandata dai politici e dai burocrati». Non resta che attendere che la montagna partoriva il topolino.