Proibitiva anche una sola giornata al mare: 85 euro per una famiglia di quattro persone

Tirare la cinghia non è una novità: in questi anni di crisi, infatti, gli italiani hanno imparato riformulare l’elenco delle priorità come la lista della spesa, tagliando e modificando abitudini alimentari e comportamentali, e finendo per annoverare tra i generi di lusso quelli che fino a qualche anno fa erano magari considerati beni di prima necessità per vivere decorosamente la quotidianità ordinaria e i periodi vacanzieri.Dunque, dopo aver rinunciato a viaggi e ferie nell’accezione consumistica del termine, ora anche dirottare sul litorale vicino casa appare come un miraggio lontano, difficile da concretizzare. Un proposito feriale non proprio proibitivo, ma che ha comunque costi in leggero aumento rispetto all’estate scorsa. E, nonostante secondo Federconsumatori la gita al mare con ritorno a casa sarà l’unica forma di vacanza per molti italiani, le spese che le famiglie si accingono ad affrontare – tra costi di benzina, parcheggio, pranzo, bar, ingresso alla spiaggia, lettini e ombrelloni – renderanno la prospettiva balneare non alla portata di tutti. Visti i tempi di crisi, allora, quest’anno appena il 31% degli italiani partirà per la tradizionale villeggiatura di almeno una settimana. Non solo: secondo quanto emerso dal monitoraggio effettuato dall’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), anche una semplice trasferta giornaliera al lido vicino casa implicherà un dispendio economico più oneroso rispetto a quanto sborsato un anno fa. Per una famiglia di 4 persone (2 adulti e 2 ragazzi) una giornata al mare costerà, infatti, in media 84,46 euro, pari al 5% in più rispetto allo scorso anno. Quindi, se una famiglia andrà in spiaggia una volta a settimana per un mese, dovrà mettere mano al portafoglio per circa 337,84 euro (contro i 321,28 euro del 2013).
Ma non è tutto: proprio alla luce di questi costi, per molti difficilmente sostenibili, quest’anno più che mai le spiagge libere saranno superaffollate: secondo i dati del sondaggio, ben il 66% delle famiglie vorrebbe scegliere la spiaggia libera. Una soluzione di compromesso, afferma l’associazione, che si scontra però con la realtà dei fatti, dal momento che ormai le spiagge libere in Italia sono dei veri e propri miraggi. Laddove esistono ancora, però, si tornerà alle atmosfere di un tempo, modello Famiglia Passaguai con Ave Ninchi e Aldo Fabrizi: con le famiglie sulla spiaggia radunate intorno all’ombrellone, intente a gustare insalata di riso o panini preparati prima di uscire, armate di borsa termica portatile. E per i meno esigenti, infine, c’è sempre la possibilità di rifocillarsi a costo zero mettendo a rinfrescare sotto la sabbia in riva al mare il cocomero portato da casa…