Passera apre il suo “cantiere” politico e vira sul centrodestra. Ma parte senza umiltà…

Alla fine Corrado Passera rompe gli indugi e presenta Italia Unica, un nuovo soggetto politico che ha l’obiettivo di «creare una grande alternativa che rientri nell’area liberale e popolare».  «Oggi apriamo un cantiere – spiega – per costruire un nuovo paese e un nuovo modo di far politica». Per raggiungere questo obiettivo, secondo l’ex ad di Poste Italiane, «si deve far ripartire l’economia e noi proponiamo di farlo mobilitando 400 miliardi di euro». Il secondo punto fondamentale è quello della «democrazia, perché molti sono sfiduciati dalla politica e alcuni addirittura pensano che la democrazia sia superata». Il progetto di Italia Unica passerà per un’assemblea istitutiva: «Non vi chiediamo di entrare in un partito fatto e finito – ha detto l’ex ministro rivolgendosi ai presenti – ma da qui parte un cantiere che sarà pronto entro autunno».

L’intenzione  dell’ex ministro del governo Monti è quella di collocare il nuovo soggetto nell’area di centrodestra. «Bisogna costruire un nuovo grande partito moderno perché ci vogliono due partiti che rappresentino i due grandi schieramenti europei. Quello dell’area popolare e liberale manca ancora e, in quell’area, noi abbiamo radici forti». Intento certo lodevole, però Passera parte criticando indiscriminatamente i soggetti esistenti.   «Ncd e Udc stanno sparendo in una posizione sussidiaria nel governo». E su questo punto ha certo ragione. Ma il suo attacco a Forza Italia è fuori misura: «FI tenta alleanze con forze estreme spingendo i moderati verso il Pd e l’astensionismo». Evocare le “forze estreme” , come le chiama lui, equivale a erigere nuovi steccati, in nome di un popolo “moderato” che non si sa bene dove sia e che cosa sia. Dovrebbe sapere, Passera, che sta entrando in un gioco che finora non gli è mai appartenuto. Come può imporre regole a soggetti già strutturati e radicati? Neanche gli attuali tentativi di riforma gli vanno bene: «Abbiamo bisogno di una legge elettorale che favorisca partecipazione e governabilità, non l’Italicum che altro non è che un Porcellum rivisto».«Serve una sola Camera senza pasticci come quelli che si stanno facendo». Al dunque, se Passera vuol dare il suo contributo al rinnovamento del centrodestra è certo il benvenuto. Ma se pretende di ripartire da zero rischia cocenti delusioni. E dire che l’esperienza di Monti gli avrà pure insegnato qualcosa…