Parla Rampelli: «Con la Lega niente intese ma solo convergenze. E alla Le Pen dico: faccia come il Msi»

Lega sì, Lega no. All’indomani del voto che ha visto il partito di Matteo Salvini portare a casa un controverso 6,5 per cento (4 punti in meno delle scorse europee ma qualcuno in più rispetto al tonfo di 15 mesi fa) impazzano sulla stampa le ipotesi più svariate di possibili alleanze e ritorni di fiamma con gli ex alleati di centrodestra. Lavori in corso per un nuovo cartello Lega-Forza Italia e Fratelli d’Italia? Calma e gesso. Fabio Rampelli, vicepresidente di FdI-An a Montecitorio, non nega la vicinanza su alcuni temi dell’agenda politica, dalla critica alla burocrazia di Bruxelles al no euro fino all’immigrazione clandestina, ma non intende rinunciare ai valori dell’identità e della coesione nazionale, fiore all’occhiello del movimento guidato da Giorgia Meloni.

Si fa un gran parlare di possibili intese con Salvini. Quali sono i sentimenti della base e gli orientamenti dei vertici di FdI-An?

Non ci sono intese con Salvini, c’è una disponibilità a lavorare per rimettere insieme un centrodestra alternativo alla sinistra e competitivo, senza ripetere l’errore madornale di realizzare un partito unico, tra l’altro senza chiarire le “regole d’ingaggio”. A causa di un quorum del 4%, che esiste solo in Italia, abbiamo sfiorato il risultato, ma comunque raddoppiato i voti delle politiche del febbraio 2013. I nostri militanti e dirigenti hanno fatto una campagna elettorale appassionata e senza risparmio, senza mezzi adeguati a quelli dei partiti competitori. E senza potere. Non abbiamo potuto mettere in campo governatori, ministri, sottosegretari, amministratori di grandi aziende pubbliche con il loro codazzo di clienti e la loro forza d’urto, né siamo stati ogni giorno in televisione come Berlusconi, Alfano e Salvini, né abbiamo inglobato interi partiti, come ha fatto il Ncd con l’Udc. Il nostro 3,7% vale tre volte il risultato perché conseguito con le uniche nostre forze, fisiche oltre che economiche. Sassi contro carri armati.

Eppure tutti parlano di successo della Lega…

La Lega ha avuto il merito di riorganizzarsi sul territorio e rilanciare parole d’ordine forti da far dimenticare gli scandali che l’hanno travolta: immigrazione, euro, prostituzione, legge Fornero, ma Fratelli d’Italia non intende rincorrere nessuno su terreni altrui: continueremo a lavorare al nostro progetto politico, sociale e culturale che vede la costruzione di quel “partito della nazione” di cui oggi parla perfino Renzi, che significa lavorare per l’Italia e non per una parte. Vorrei ricordare che gli “amici” padani non solo hanno sovrapposto la campagna elettorale europea al referendum sul distacco del Veneto dall’Italia, ma conservano la secessione nel proprio statuto e alcuni esponenti insistono con l’offesa del tricolore. Giusto quindi sostenere battaglie condivise fatte da altri partiti, l’abbiamo fatto perfino con la sinistra, ma nessun asse preferenziale. L’intesa che cerchiamo mira a rimettere in piedi un malato terminale, il centrodestra italiano, e quindi il dialogo che auspichiamo è con tutti i soggetti alternativi alla sinistra.

Quindi non farete una federazione con la Lega?

Ripeto, parliamo con tutti i partiti alternativi alla sinistra. Per quanto riguarda la Lega, ci auguriamo che rinunci presto e ufficialmente alla secessione, attraverso una modifica statutaria e di denominazione. Per noi vale la “pregiudiziale patriottica”.

Berlusconi sembra avere già deciso firmando due referendum leghisti…

Berlusconi è costretto a svoltare. Forza Italia vive una crisi profonda con il partito diviso sul rapporto con il governo Renzi, il Nuovo Centrodestra esce dalle urne con un risultato deludente se si considera che può contare su ministri pesanti, tra cui l’inquilino del Viminale, sottosegretari e decine di assessori regionali e sindaci. Noi per primi abbiamo avuto il coraggio di dichiarare conclusa l’esperienza del Pdl per lanciare una sfida all’elettorato deluso in cerca di nuove stelle polari. Con le primarie delle idee abbiamo indicato una scaletta chiara di proposte e priorità: dal no allo svuotacerceri all’abolizione del reato di immigrazione clandestina, dalla battaglia contro le pensioni e gli stipendi d’oro dei manager pubblici alla difesa della proprietà pubblica della Banca d’Italia passando per la difesa della famiglia e della vita. Su temi specifici ben vengano collaborazioni con chi è disponibile, su alcuni provvedimenti in Parlamento abbiamo fatto battaglie insieme alla Lega mentre il partito di Alfano si schierava supinamente con il governo monocolore di Renzi.

Che giudizio date sui referendum leghisti?

Non abbiamo ancora ufficializzato una posizione, lo faremo presto e metteremo in campo anche una nostra proposta visibile che chiederemo di condividere ai sostenitori dei quesiti referendari. Sicuramente sosterremo il referendum per ripristinare il reato d’immigrazione clandestina, anche se la nostra linea è più chiara, occorre fare una seria politica di respingimenti, unico modo per garantire una vera integrazione con chi in Italia può aspirare a un lavoro.

Niente abbraccio con la Lega, volete solo rilanciare il centrodestra?

Guardiamo con interesse alla Lega. Siamo attenti a capire dove vuole portarla Salvini e ci regoleremo di conseguenza. Come del resto per Fi e Ncd. Se son rose fioriranno. Ma i nostri paletti non si toccano, inutile ricordare il giudizio becero dato dalla Lega su Goffredo Mameli e quello commosso e ammirato di Fdi-An sul ventiduenne ligure. Ogni anno da vent’anni 300 ragazzi portano un fiore sulla sua tomba e tramandano ai più giovani il suo esempio.

E su Marine Le Pen?

Non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno. Siamo per la difesa delle identità, cioè differenzialisti, ma non miseramente sciovinisti; siamo per la vita e la sua tutela, la riteniamo sacra e inviolabile, e quindi siamo contrari alla pena di morte e ci auguriamo che il Front National presto la elimini dal suo programma. Siamo ben consapevoli della tragedia dell’Olocausto e lo ripudiamo con tutte le nostre forze, insieme a ogni deriva antisemita che divampa spesso in alcuni movimenti di estrema destra. Marine Le Pen ha fatto molto per affrancarsi dal padre e per questo ha avuto anche i nostri apprezzamenti, ora ci aspettiamo dal Front National un percorso virtuoso simile a quello promosso dal Msi con An, perché esistono posizioni tra i dirigenti e i militanti periferici di quel partito incompatibili con la nostra storia. Sarebbe un’ottima notizia, non tanto per noi, ma per l’intera Europa.