Ora c’è la prova: quella degli 80 euro è la beffa più atroce di don Matteo. Ridateci don Camillo

Di beffe gli italiani ne hanno sopportate tante. Troppe. E ne hanno le tasche piene. Tasche che però non si sono riempite con gli 80 euro di Renzi. Anzi, alla fine, quella degli 80 euro sarà ricordata come la beffa peggiore, la più insopportabile e assurda, anche perché in molti sono caduti in uno stato ipnotico e sono andati a votare per il Pd, un po’ contro Grillo e un po’ come ringraziamento per il piccolo regalo ricevuto. Ora il trucco sta venendo a galla: quegli 80 euro (che in busta paga spesso sono stati meno, molto meno) dovranno essere restituiti con gli interessi, non in modo diretto ma con vari strumenti di distrazione di tassa. Perché a conti fatti sono stati un esborso propagandistico che ha peggiorato le casse senza portare alcun beneficio. Non hanno dato una spinta all’economia, come invece la diede la cancellazione dell’Ici. Sono stati solo un mezzo – squallido – di conquista facile del consenso poche settimane prima del voto. L’ha confermato la Ue, che ha chiesto all’Italia di «rafforzare le misure di bilancio per il 2014» e di mettere in piedi una sostanziale nuova strategia per il 2015, parole che dovrebbero far tremare i polsi agli italiani, perché annunciano una nuova stagione di sacrifici, lacrime e sangue. E tutto questo perché il bonus di 80 euro si è trasformato in un peggioramento dei saldi di bilancio. Del resto, era facile capirlo: hanno detto che non c’erano i soldi per cancellare l’imposta sulla prima casa, che veniva pagata da tantissime famiglie che si erano anche addossate mutui pesanti, e poi hanno “regalato” il bonus-80, che è costato quasi il triplo rispetto alla cancellazione dell’Ici (o dell’Imu). Brunetta ha parlato di «bocciatura eclatante da parte della Commissione europea delle iniziative di Renzi». Una bocciatura che costerà parecchio agli italiani. Persino una manovra correttiva. Rispetto a Don Matteo, molto meglio sarebbe il ritorno di Don Camillo.