Obama mostra i muscoli a Putin: un miliardo di dollari per la sicurezza militare dell’Est ex-comunista

Prima l’imbarazzante indecisione mostrata sul dossier siriano, chiuso alla meno peggio solo per effetto dell’offensiva diplomatica russa, quindi la crisi ucraina – tuttora in atto – che ha costretto la Casa Bianca ad ingoiare la logica del fatto compiuto, cioè l’annessione della Crimea da parte di Mosca. Nel frattempo, sul fronte del business, ristagnano le trattative per il libero-scambio con i Paesi dell’Est asiatico (Cina esclusa) per l’intervenuta diffidenza del Giappone. Non restava, quindi, che il Vecchio Continente e soprattutto la sua parte orientale, così carica di significati simbolici, per tentare di risalire la china. Non è infatti casuale la prima tappa del suo tour europeo, Varsavia, né il motivo sotteso a tale scelta: il 25simo anniversario delle prime elezioni democratiche dopo il crollo del regime comunista.

Obama è venuto a garantire sicurezza militare ai Paesi dell’ex-blocco sovietico. Ha annunciato un piano da un miliardo di dollari per aumentare esercitazioni militari e missioni di addestramento. Inoltre, la U.S. Navy, la Marina statunitense, intensificherà la propria presenza nel Mar Nero e nel Baltico a tutela dei Paesi non Nato confinanti con la Russia. Il presidente Usa ha definito “solenni” gli impegni assunti dalla sua amministrazione  a favore dei nuovi alleati. Il messaggio presidenziale è inequivocabile e non è difficile decifrarlo come un monito al revanscismo di Putin: “Il nostro impegno per la sicurezza della Polonia – ha detto – nonché per la sicurezza dei nostri alleati in Europa centrale e orientale, è una pietra angolare della nostra sicurezza”. Il riferimento alla crisi ucraina è fin troppo evidente.

Successivamente, Obama sarà a Bruxelles per i lavori del primo G7 organizzato dall’Unione Europea e non da un singolo Stato membro. Con gli antichi alleati giocherà la carta degli accordi commerciali transatlantici per “costringere” gli asiatici a sbloccare quelli dell’area del Pacifico. Insomma, è un Obama a tutto campo quello sbarcato in Europa e soprattutto determinato a ripristinare la supremazia a “stelle e a striscie”. In attesa della contromossa di Putin.