“Nozze gay a settembre”. La promessa di Renzi galvanizza l’Unità

Un matrimonio a tutti gli effetti: dal diritto alla reversibilità e alla successione, ai bandi per le case popolari, alla possibilità di adozione (ma solo nel caso in cui l’altro partner abbia già un figlio suo oppure precedentemente adottato). Sono questi alcuni dei punti cardine della legge che il governo Renzi ha intenzione di approvare subito dopo le vacanze estive. Una mossa di sinistra, per accattivarsi l’elettorato che guarda con diffidenza al premier ritenuto dalla base più democristiano che “dem”. A darne notizia a tutta pagina con i dettagli della legge l’Unità, l’ex organo del Pci, Pds, Ds, che contro il sindaco di Firenze ha condotto per anni una battaglia non troppo sotterranea.Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci dedica le prime tre pagine alla svolta. Titolo in apertura “Unioni gy, ecco la legge”. Commento in prima di Massimo Adinolfi che riprende l’anticipazione data dal presidente del Consiglio all’assemblea nazionale del Pd. «A settembre la legge sulle unioni civili». Il senso dell’accelerazione? Lo spiega bene Adinolfi: «Adesso c’è una forza politica che ha titoli sufficienti non solo per fare la legge, ma per intestarsi finalmente questa battaglia di progresso. O forse, visto che c’è ancora timidezza ad usare (o a tornare ad usare) la parola “progresso”, per uscire finalmente da una storica arretratezza». Per dirla più esplicitamente: una cosa di sinistra del governo Renzi, da intestare al premier. A seguire, il quotidiano spiega nel dettaglio la nuova disciplina che la sinistra intende imporre forte del famoso 41% del Pd alle europee. Il modello? Quello della Germania che prevede un registro delle unioni civili riservato solo alle coppie omosessuali. Una coppia che avrà diritti e doveri simili (se non praticamente identitici) a quella di chi si unisce attraverso il matrimonio. «Tutta questa disciplina riguarderà solo le coppie omosex e non le coppie etero che convivono». Per loro c’è il matrimonio tradizionale. Esulta ovviamente Ivan Scalfarotto, paladino dei diritti gay nel Pd. «È la volta buona –  commenta il sottosegretario alle riforme – Per me Renzi è di sinistra. Questa è una sinistra moderna ed europea». Se ne riparla a settembre, quando il governo dovrà fare i conti con il Nuovo centrodestra e  con l’ala cattolica del Pd che, sulla legge, coltiva più di qualche perplessità.