Mondiali di calcio, il Brasile ringrazia l’arbitro. Cresce l’attesa per il debutto degli Azzurri

Se i carioca visti ieri sera in azione sono  i pretendenti al titolo, c’è più di qualche speranza per tutti gli altri. Al di la di ogni altra considerazione, il 3 a 1 con il quale il Brasile ha battuto la Croazia è anzitutto un risultato bugiardo. Risultato maturato grazie ad un rigore inesistente regalato ai padroni di casa dal signor Nishimura, un longilineo giapponese, capace di rendere di tutta evidenza per l’intero svolgimento del match cosa significhi la sudditanza psicologica. Un fischietto a senso unico, quasi voglioso di esserelo, ha salvato la squadra di Felipao Scolari dopo che l’autogol di Marcelo aveva dato ai croati un vantaggio più che meritato. Il Brasile ha dimostrato di avere una difesa approssimativa e lenta. Molto lenta. Un centrocampo a corto di idee che si è rivitalizzato un po’ solo dopo l’ingresso dell’«italiano» Hernanes. E un attacco dove Hulk era ininfluente e la vera, unica stella è stata proprio quel Nerymar cui tutti i tifosi carioca hanno affidato i propri sogni di vittoria. Il ventiduenne giocatore del Barca, autore del pareggio con una serpentina gustosa e un tiro piuttosto fortunoso nonchè del 2 a 1 a seguito del rigore regalato e calciato anch’esso piuttosto malamente, ha offerto al pubblico genio e sregolatezza. Sulla fascia s’è acceso a sprazzi e ha pure macina gioco, così come quando si è spostato al centro dell’attacco. Ma il ragazzo ha mostrato un caratterino che potrebbe complicargli il cammino. Come quando ha dato a Modric una bracciata in faccia. Un intervento sanzionato con un giallo, ma che in ogni altra parte del mondo sarebbe stato da rosso diretto. Ecco quindi il terzo gol,  arrivato da un contropiede allo scadere del secondo tempo, che Oscar ha finalizzato con una puntata da calcio a cinque. Fine della storia e tre punti in cassaforte per i pentacampioni. Tuttavia la Croazia, con un gioco semplice e misurato, coprendo bene il campo in tutti i settori e aggredendo i portatori di palla avversari, ha dimostrato che quella brasiliana è tutt’altro che una invincibile armata. L’unica vera pecca, oltre al portiere Pletikosa assai poco reattivo, è stata l’assenza di un bomber in avanti. Un finalizzatore delle decine di iniziative che Rakitic, Modric, Olic e Brozovic (entrato al posto di un confuso Kovacic) hanno creato lungo tutti i novanta minuti di gioco. E’ mancato proprio quel Mario Mandzukic, squalificato per la prima partita del mondiale. Cresce intanto l’attesa per l’esordio degli Azzurri di Prandelli contro gli Inglesi di Roy Hodgson. L’infortunio di De Sciglio sembra meno grave del previsto e il calciatore non lascerà il ritiro, ma salterà la prima gara. Al suo posto il Ct pensa di utilizzare Chiellini, anche se ancora non vi è certezza. Per il resto sembrerebbe che Immobile sia destinato alla panchina, mentre in attacco ci sarà  Mario Balotelli. La curiosità maggiore sarà quella di vedere in azione il nuovo modulo prandelliano. Modulo che prevede De Rossi davanti alla difesa con Verratti e Pirlo più liberi di agire nella metà campo avversaria. E proprio dal successo di questa idea dipenderà l’esito della partita contro Rooney e compagni.