Matteoli: Fini torna in campo? Forse solo a sinistra può trovare spazio

Fini si appresta a tornare nell’agone? A leggere un sondaggio promosso da “Il Tempo”, gli elettori si mostrano «possibilisti», almeno se l’idea dell’ex presidente della Camera è davvero quella di creare una nuova destra, diversa da quella attuale. Al contrario l’eventuale guida di Angelino Alfano in una futura alleanza di centrodestra non è molto apprezzata. L’ex presidente della Camera, dopo un periodo sabbatico, starebbe lavorando seriamente a un nuovo movimento che però non dovrebbe includere nessuno dei vecchi esponenti, né di An né di Futuro e Libertà. Dopo l’esperienza fallimentare alle elezioni del 2013, culminata con la sua mancata elezione, ha tagliato i ponti con tutti quelli, concedendosi qualche sporadica apparizione pubblica e in tv. L’ultimo endorsement per Scelta civica, poi passata dal 10 allo 0,7%, non è stata una grande mossa. I primi commenti tra gli ex alleati e sul web non sono molto lusinghieri. Per l’azzurro Altero Matteoli, ex ministro, un passato nel Msi e in An, l’ipotesi  è “stravagante”.
Ha visto, l’ex leader di An non intende appendere gli scarpini al chiodo. È un’aspettativa legittima?

Per uno che ha fatto politica per tutta la vita è normale avere nostalgia di tornare. Il punto è che da presidente della Camera Fini già non era più di destra. Se ha intenzione di rientrare in gioco lo farà con posizioni di sinistra. Un partitino lo aveva già creato, ma gli è scoppiato in mano. Per carità, molti giocatori non intendono appendere gli scarpini al chiodo ma il futuro dipende da chi li ha ingaggiati…

Anche Forza Italia non gode di ottima salute…

Sono nel massimo organo del partito e posso dire che è necessaria una rifondazione, una riorganizzazione importante di Forza Italia, che finora si è mossa sulla volontà dei singoli. Si è parlato molto di campagna elettorale azzoppata e del sostegno indiretto di Berlusconi al premier. Penso invece che Berlusconi non poteva non dire a Beppe Grillo tutto quello che ha detto, se poi gli italiani hanno privilegiato il Pd è un altro conto.

Come giudica una ricomposizione unitaria del centrodestra oggi diviso?

Se sommiamo tra loro i partiti prima della diaspora, si arriva al 32 per cento. Non credo inoltre che il 40 per cento di Renzi sia un risultato stabile. Certo, occorre che Fratelli d’Italia chiarisca le sue posizioni estreme sull’euro. Il Nuovo Centrodestra, invece, ha enormi problemi di leadership. Alfano si è trovato a gestire un partito di governo senza un’investitura. La Lega non è molto diversa da quando era nostra alleata, al suo interno convergono due anime. Insomma dobbiamo lavorare molto.