Marchionne: le critiche della Camusso? Come dice Renzi… ce ne faremo una ragione

«Come dice Renzi, ce ne faremo una ragione». Arriva da oltreoceano la replica di Sergio Marchionne alle critiche del segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ha definito “pericolosa” la posizione assunta dalla Fiat con il blocco degli straordinari e la sospensione del trasferimento di 500 lavoratori in cassa integrazione da Mirafiori a Grugliasco. «Produciamo quello che possiamo», afferma Marchionne che, in merito alla lettera che gli è stata scritta dagli operai di Maserati, precisa: «E’ arrivata una lettera, non riusciamo a identificare l’origine».
Marchionne arriva a New York dopo la tappa in Gran Bretagna, dove ha annunciato la vendita del 2,5% di Cnh Industrial. E conferma la tempistica della quotazione di Fca: «Entro ottobre di quest’anno». Ribadisce inoltre il suo appoggio al premier Matteo Renzi. «Mi piace il suo atteggiamento, la sua freschezza. Qualsiasi piano che va a cambiare regole non più competitive lo appoggio», afferma Marchionne a margine della prima edizione della Bocconi Alumni American Conference, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul piano di riforme del governo. Renzi «spero che ce la faccia, non vedo ragioni per cui non ce la dovrebbe fare. Ha istinti buoni». Il risultato delle urne è «espressione della volontà di cambiare in Italia» aggiunge Marchionne, mettendo in evidenza che c’è bisogno di leadership anche in Europa «per riportare fiducia». Agli “alunni” della Bocconi Marchionne offre una lezione di leadership: i leader devono “saper motivare” e guidare il cambiamento. L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler ripercorre quindi la sua storia al Lingotto, da quando è arrivato nel 2004 e Fiat perdeva un milione al giorno a Chrysler. «Fiat ha trovato un po’ di stabilità quando abbiamo convinto General Motors a darci 2 miliardi, a pagarci per non sposarci», ricorda Marchionne riferendosi allo scioglimento dell’opzione.