L’Irlanda è miglior Paese al mondo, l’Italia al ventesimo posto

Qual è il Paese “migliore” al mondo, che offre un maggiore contributo all’umanità e al pianeta? È l’Irlanda, secondo il primo “Good Country Index”, creato dall’esperto Simon Anholt, che ha raccolto i dati di Onu, Banca Mondiale e di alcune fra le maggiori organizzazioni internazionali. L’Italia si piazza al ventesimo posto e batte gli Stati Uniti, al ventunesimo nella classifica di 125 Stati valutati in base a una serie di parametri: dalla tecnologia alla cultura, fino alla vivibilità. L’Irlanda primeggia su tutti, in particolare per quanto riguarda prosperità ed eguaglianza. Nella classifica generale è seguita da Finlandia, Svizzera, Olanda, Nuova Zelanda, Svezia, Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca e Belgio. Nelle diverse categorie l’Italia si piazza al diciannovesimo posto per “salute e benessere”, al ventiduesimo per “cultura”, e al trentottesimo per “scienza e tecnologia”. Scende al centoduesimo, invece, per quanto riguarda il contributo alla pace e alla sicurezza internazionale. Nel fondo della classifica generale ci sono Iraq, Vietnam e Libia, segnati da conflitti e povertà.
Ma l’Irlanda è considerato il migliore Paese al mondo anche per fare business ed avviare una nuova impresa. A sostenerlo sono le ricerche di Forbes. che si riferiscono all’anno scorso. La prestigiosa rivista d’economia statunitense ha scelto la Repubblica d’Irlanda in quanto unica nazione al mondo a classificarsi nel “top 15%” in ognuno degli 11 parametri presi in esame. 145 nazioni sono state classificate in base a 11 fattori differenti: diritti di proprietà, innovazione, tasse, tecnologia, corruzione, libertà (personale, di commercio e monetaria), burocrazia, tutela degli investitori e performance del mercato azionario. Ogni categoria è stata attentamente ponderata. I dati presi in esame derivano da rapporti pubblicati da molte organizzazioni ed istituti di ricerca diversi. L’Irlanda eccelle in alcuni fattori come la bassa pressione fiscale, la tutela degli investitori e la libertà personale. Nel 2013, nonostante la recessione e la politica dell’austerità, l’Isola di Smeraldo ha guadagnato dunque ben cinque posizioni rispetto al 2012, quando si classificò al 6° posto nel ranking mondiale. La Borsa irlandese non sembra aver perso la sua forza, confermandosi una tra le migliori al mondo. Non è un caso che le imprese americane abbiano investito ben 129,5 miliardi dollari in Irlanda tra il 2008 e il 2012 (un totale maggiore di tutti gli investimenti dei 58 anni precedenti messi insieme), nonostante il periodo della cosiddetta Tigre Celtica fosse giunto al termine. Al secondo posto si è classificata la Nuova Zelanda, seguita da Hong-Kong, Danimarca e Svezia. Gli Stati Uniti si sono assestati al 14° posto (penalizzati da un’alta pressione fiscale che li ha confinati al 51° posto in questo parametro). E l’Italia? Il Bel Paese è confinato al 37° posto, battuta da tutti i Paesi dell’Europa occidentale ma anche da Lettonia (35°), Macedonia (36°) e la tanto vicina quanto sorprendente Slovenia (17°).