Libertà di coltivare gli Ogm: l’Europa non decide aspettando il semestre italiano

Rompicapo Ogm. L’accordo europeo sulla cosiddetta ri-nazionalizzazione degli organismi geneticamente modificati non avrà un percorso facile. Per ora il testo approvato al Consiglio Ambiente Ue, che rimanda agli Stati membri la scelta, non piace a Greenpeace e Slow Food che temono  una trappola per i paesi che non vogliono gli Ogm. 

Il testo presentato dalla Grecia darebbe inoltre poche garanzie di reggere in sede legale. Quei paesi, come l’Italia, che vogliono dire no agli Ogm sarebbero esposti alle ritorsioni legali del settore biotech – dichiarano le due associazioni – il testo «darebbe alle aziende biotech un ruolo formale nel processo di messa al bando della coltivazione di Ogm».  In questo contesto, il semestre della presidenza italiana del consiglio Ue, che inizierà a luglio, rappresenta un’occasione storica per il nostro Paese anche su questo terreno controverso. Il testo approvato oggi, comunque, dovrà tornare al Parlamento europeo per la seconda lettura. Il ministro italiano dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, prova a farsi sentire chiedendo ai Paesi Ue «un aiuto per arrivare a chiudere entro la fine dell’anno il dossier sulla libertà di coltivazione o meno Ogm nell’Unione europea». Dopo l’accordo politico raggiunto con due sole astensioni, quella di Belgio e Lussemburgo, Galletti assicura ai partner europei che da parte dell’Italia «c’é il massimo impegno a chiudere la partita, se riuscissimo a ottenere questo obiettivo, daremo un segnale molto forte ai nostri Paesi anche sull’unità dell’Europa». L’intesa è giudicata dal ministro renziano «un buon compromesso in quanto molti Paesi Ue volevano una soluzione meno stringente, altri invece chiedevano una soluzione più stringente, come l’Italia. Credo però che il senso di responsabilità e la voglia di venire fuori da una situazione confusa ci abbia indotto tutti a trovare una sintesi con il documento di oggi». Intanto in Italia il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine biotech in Friuli rinviando la definitiva decisione al 4 dicembre quando di fatto sarà già in vigore la normativa europea che lascia la libertà di non coltivare Ogm ai singoli Stati membri.