L’ex legale dei marò non seguirà il caso da procuratore generale: «Sarei in conflitto»

Il neo procuratore generale indiano Mukul Rohatgi ha detto che non parteciperà a processi che riguardano la vicenda dei marò perché “in conflitto” con il suo precedente incarico di legale dei due Fucilieri di Marina e dello Stato italiano. In un’intervista a un sito internet specializzato, www.barandbench.com, l’avvocato ha chiarito «che non si occuperà di quei casi giudiziari in cui è comparso contro il proprio governo come lo scandalo delle licenze telefoniche di seconda generazione (2G), quello dei militari italiani, le miniere dell’Orissa e molti altri». «In questi casi – ha aggiunto – non comparirò perché c’è un conflitto, ma in tutti gli altri casi comparirò come rappresentante del governo». Rohatgi, uno degli avvocati più rinomati in India, è stato nominato lo scorso 28 maggio “attorney general” (Procuratore generale) dal nuovo governo del conservatore Narendra Modi. Il legale aveva assunto la difesa dei marò nella scorsa primavera dopo che il collega Harish Salve aveva rinunciato all’incarico non condividendo la scelta dell’allora ministro degli Esteri Giulio Terzi di non far ritornare in India Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dalla loro licenza elettorale in Italia. Attualmente alla Corte Suprema (che riprende l’attività lunedì dopo le ferie estive) sono “pending”, cioé in attesa di essere calendarizzati, due ricorsi presentati dallo Stato italiano e dagli stessi marò in persona. Inoltre settimane fa Freddy, il proprietario del peschereccio St.Antony su cui si trovavano i due pescatori morti nell’incidente del 15 febbraio 2012, si è fatto promotore di una petizione mirante a riportare il processo in Kerala.