Le “sentinelle in piedi” continuano la mobilitazione pro-family nonostante gli insulti dei movimenti Lgbt

I veglianti pro-famiglia (quelli che sull’esempio dei Veilleurs francesi si mettono in piedi nelle piazze italiane mostrando con la loro “postura” che non si piegheranno al pensiero unico su famiglia e generi) si sentono più discriminati dei gay. Basta guardare, dicono, a quello che accade quando le “Sentinelle in piedi” si ritrovano nelle piazze italiane a manifestare contro la legge Scalfarotto e per il loro diritto a difendere l’idea naturale di famiglia. Nonostante il carattere apartitico e non violento di queste veglie (le sentinelle stanno in piedi con un libro in mano, senza slogan, senza urli, senza alcuna aggressività) in molte piazze si svolgono contromanifestazioni dei movimenti Lgbt dai toni assai intolleranti. È accaduto di recente a Siena ma anche a Lecce, dove le sentinelle sono state schernite e ricoperte di insulti. Questo non scoraggia il movimento che ha già stabilito le prossime date della mobilitazione: il 7 giugno a Perugia (piazza IV Novembre dalle 16) e Piacenza (piazza Cavalli, 17.30), domenica 8 a Varese (piazza Monte Grappa, 17.30), venerdì 13 a Trento (piazza Battisti alle 18) e Messina (piazza Cairolo, ore 18), sabato 14 a Parma (piazza Garibaldi, alle 11), Busto Arsizio (piazza Santa Maria, 17.30), Brescia (piazza Vittoria, 17.30) e Catania (piazza Università), mentre domenica 15 Sentinelle saranno a Verona (piazza dei Signori, 17.30) e Cremona (piazza Duomo, alle 21).​

Il punto è che i partiti come sempre si mettono di mezzo. In questo caso è il Pd a ritenere provocatorie le manifestazioni delle “sentinelle” e a pungolare i sindaci affinché vietino l’autorizzazione a manifestare. È accaduto a Siena dove, secondo quanto scrive il comitato Sentinelle in piedi locale, una consigliera comunale del Pd ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco sostenendo che essere contro i matrimoni gay è discriminatorio e quindi la piazza non può essere concessa a chi manifesta in tal senso. Il sindaco Valentini le ha dato ragione, promettendo una revisione dei regolamenti per la concessione di piazza del Campo in modo da non farvi mai più svolgere manifestazioni che non siano in sintonia con il pensiero dei movimenti omosessuali. E la libertà d’espressione dove va a finire?