La Smorfia napoletana “smaschera” Renzi: 80 fa «la bocca» e con la bocca si dicono tante balle

La Smorfia napoletana non perdona, specie se viene consultata con attenzione e fiducia. I sogni sono sogni, vanno interpretati e magari vanno trovati i numeri giusti per giocarseli a Lotto nella speranza che la ruota della fortuna stavolta non giri per Renzi.  Questa storia degli «assegni politici» staccati da Renzi a ridosso della campagna elettorale, quei «magnifici 80 euro» che faceveno concorrenza ai «magnifici anni Ottanta», non poteva passare inosservata ai giocatori più incalliti. La sorpresa è arrivata dalla Smorfia: il numero 80 ha un preciso significato, non è il «regalo» ma è «’a vocca», la bocca. E con la bocca si raccontano tante corbellerie. E qui casca l’asino. Perché ora tutti si stanno rendendo conto che la storia del Matteo Babbo Natale non regge, specie di fronte alla cascata di tasse piombate tra capo e collo alle famiglie. Ma quali 8o euro, a conti fatti gli italiani ci hanno rimesso. Lui, il premier-showman, ripropone il vecchio repertorio di frasi fatte e promesse virtuali: «Mettiamoci al lavoro», «io ci metto la faccia», «noi le tasse le abbassiamo». Non dice come, quando e perché, si limita ad enunciare buoni propositi, come ormai ci ha abituati, e magari lo fa nell’ora del Carosello, così da conquistare anche il cuore dei bambini. Ma persino Carosello si può traformare in incubo se, all’improvviso, appare quell’ex ministro che il web identifica nel Dracula del fisco. Sì, perché ad offrire un aiuto al governo di centrosinistra è nientepopodimeno che Vincenzo Visco: «Il mio rapporto l’ho mandato non solo a Padoan, ma anche a Renzi e Napolitano – ha detto – Se vogliono parlarne io sono qui». E questo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che la storia degli 80 euro è stata una vera e propria commedia con il finale (tragico) a sorpresa. A farne le spese sono stati i soliti noti, quelli che sono costretti sempre a pagare, costretti perché hanno una casa acquistata dopo essersi accollati un mutuo pesante o quelli che devono portare avanti una famiglia. La sinistra “punisce” e “si vendica” come ha sempre fatto. «Non è un caso che proprio nel giorno del pagamento  – ha detto Maurizio Gasparri – rispunti Vincenzo Visco, il vecchio tartassatore degli italiani che confessa di essere in contatto con Matteo Renzi del quale è consulente. Le norme che sono state fatte dal governo, la logica di persecuzione fiscale dei cittadini e delle famiglie confermano che la parola è sempre di cinque lettere ma se cancelli Renzi compare Visco, il vecchio alfiere della voracità fiscale del Pd». Come se non bastasse il bluff degli 8o euro.