La Pinotti “consola” i marò mostrandogli la t-shirt dell’Italia. L’ira della Meloni: «Patetica pagliacciata»

«Sono contenta di potervi dire di persona che vi pensiamo tutti i giorni». Parla come Barbara D’Urso, ma è Roberta Pinotti. La nostra ministra della Difesa in collegamento da Roma con l’ambasciata italiana di Nuova Delhi per la Giornata della Marina Militare,  si rivolge ai nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre come farebbe una conduttrice televisiva, una cittadina qualsiasi e non come invece la massima autorità della Difesa. La Pinotti mostra pure le t-shirt della nazionale azzzurra dedicate ai due marò, strappando loro un sorriso in videoconferenza. L’unico sorriso per i due fucilieri, trattenuti in India ormai da due annie quattro mesi. Ma c’è poco da ridere, visto che in concreto, non viene presa nessuna misura, tranne le solite raccomandazioni. «L’azione del governo è silenziosa, ma continua e quotidiana. Stiamo facendo tutto ciò che è nelle possibilità di questo governo e del mio dicastero affinché la vicenda possa giungere ad una giusta conclusione, rispettosa del diritto internazionale e del buon nome di chi serve nel nostro Paese». Al di là delle formule di rito, una ammissione di impotenza. Alla Pinotti non resta che sventolare le magliette con i nomi dei due fucilieri, buttarla sul tifo calcistico, come esercizio di pura propaganda. Una scena,  che Giorgia Meloni non esita a definire «patetica». «Le azioni simboliche – aggiunge il presidente di Fratelli d’Italia – competono alla società civile e ai cittadini comuni per sensibilizzare le istituzioni su uno specifico tema. Ben vengano le iniziative del popolo italiano per accendere i riflettori sulla vergogna di due nostri militari di Marina trattenuti in violazione di ogni norma di diritto internazionale da più di due anni dall’India. Non capiamo, però, a chi sia rivolta l’azione di sensibilizzazione fatta oggi dalla Pinotti. Le ricordiamo che è un membro del governo italiano e ricopre l’incarico di ministro della Difesa. Non competono, quindi, a lei le azioni simboliche bensì l’immediata risoluzione di questa ignominia». Da qui l’invito «a non umiliare ulteriormente la nostra nazione con altre pagliacciate, ma ad alzare la voce e ad intensificare le iniziative presso le organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte per riportare immediatamente a casa i nostri marò».