La Boldrini dà forfait al convegno su Almirante: troppo indaffarata. Però ha concesso la sala, che brava…

Il seminario per imparare a comunicare non le è servito un granché. A nulla sono serviti gli sforzi di Gad Lerner che, tra le colline orvietane, ce l’ha messa tutta per insegnarle come si sta nel Palazzo. Laura Boldrini, in arte presidente della Camera, può aggiungere un’altra clamorosa gaffe (o impudenza) al suo già nutrito palmarès. Ormai è ufficiale: la terza carica dello Stato non sarà presente al convegno “Almirante e le riforme istituzionali” che si tiene giovedì nella Sala della Regina di Montecitorio. Un’iniziativa in programma da circa due mesi, organizzata dalla Fondazione Giorgio Almirante in collaborazione con la Fondazione Alleanza nazionale, per ricordare il centenario della nascita dello storico leader della destra. Non è che non le vada, per carità, è che ha altri impegni istituzionali: inizialmente infatti aveva dato la sua disponibilità salvo poi fare dietrofront. Nessuna polemica, anche perché sparare sulla presidente della Camera è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, soltanto qualche annotazione per dovere di cronaca.
Due settimane fa trovò, doverosamente, il tempo per partecipare al convegno organizzato alla Camera in occasione dei 30 anni della scomparsa di Enrico Berlinguer. «Il presidente della Camera può scegliere liberamente di adottare qualsiasi tipo di atteggiamento – spiega Massimo Magliaro, storico addetto stampa del segretario del Msi – ma noi siamo liberi di giudicare il suo modo di agire. Il forfait della Boldrini non può non essere considerato inopportuno poiché si tratta di un evento che non vuole celebrare il leader del Movimento sociale, ma solo ricordare e omaggiare la sua figura e la sua vita parlamentare, durata 40 anni». Non si fa attendere la risposta del solerte portavoce della Boldrini, Roberto Natale, ex segretario dell’Usigrai: «Non c’è assolutamente alcuna motivazione di carattere politico, ma semplicemente una serie di improrogabili impegni. Giovedì 26 giugno è fissato un Ufficio di presidenza molto delicato, su questioni di bilancio, e poi il presidente della Camera, che ha immediatamente concesso la sala, partirà per le Marche sempre per questioni istituzionali già da tempo in calendario». Che il cuore della bella Laura, che siede sullo scranno più alto della Camera “in quota” Sel, non batta a destra non è un mistero né un reato: il punto è che da terza carica dello Stato è tenuta anche a ingoiare qualche rospo. Si chiama senso delle istituzioni.