Juncker designato alla guida della Commissione Ue. Renzi scarica Letta: «Mai fatto il suo nome per il Consiglio»

Da twitter è arrivato l’annuncio, a twitter è stata affidata la replica più dura. «La decisione è presa. Il Consiglio europeo propone Jean-Claude Juncker come prossimo presidente della Commissione europea», ha scritto il presidente uscente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sul popolare social network.

«Ho detto ai leader europei che potrebbero rimpiangere per tutta la vita il nuovo processo per la scelta del presidente della Commissione», ha cinguettato a stretto giro il premier britannico David Cameron, aggiungendo che «mi batterò sempre per gli interessi del Regno Unito». Insieme alla Gran Bretagna solo un altro Paese, l’Ungheria, si è schierato contro la designazione del candidato del Ppe all’incarico di capo del “governo” europeo. L’ex premier lussemburghese, dunque, ha potuto contare sulla larghissima maggioranza di 26 voti a favore su 28. Perché l’incarico diventi effettivo ora manca il passaggio al Parlamento europeo. La nomina formale, infatti, arriverà solo dopo il voto dell’assemblea previsto per il 16 luglio. La sera stessa, poi, stando a quanto riferito dalla cancelliera Angela Merkel, i leader europei si incontreranno per definire le altre nomine europee. Risolto il nodo della presidenza della Commissione, le caselle di maggior peso ancora da riempire sono quattro: il presidente del Consiglio europeo, che guida l’organismo che comprende i capi di Stato e di governo;  il presidente dell’europarlamento, che guida l’assemblea dei deputati; l’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica della sicurezza, di fatto il “ministro degli Esteri” europeo; il presidente dell’Eurogruppo, che guida le riunioni dei ministri dell’Economia dell’Eurozona.

Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi che il governo italiano potesse candidare Enrico Letta alla guida del Consiglio Ue, anche come forma di “risarcimento” da parte dell’attuale premier al suo predecessore disarcionato. Ma è stato lo stesso Renzi a chiarire di non avere mai proposto Letta e di non avere alcuna intenzione di farlo. «Non è mai stato fatto il nome di Letta per la presidenza del Consiglio Ue, né in sede ufficiale né nel pour parler», ha detto Renzi al termine del vertice Ue che ha designato Juncker. «Se ci sono tre presidenze al vertice delle istituzioni Ue, ovvero Consiglio, Commissione e Bce è difficile pensare che due presidenze spettino all’Italia», ha proseguito Renzi, che quindi ha giustificato il mancato impegno su Letta con la presenza di Mario Draghi al vertice della Bce. Resta invece più che aperta l’ipotesi di proporre la titolare della Farnesina, Federica Mogherini, come Alto rappresentante della politica estera. «Non dico che ci sono candidature che non esistono. L’ipotesi che possa essere un italiano dipenderà da molti fattori: se toccherà a un socialista e se il Pse avrà il desiderio di chiedere all’Italia di proporre il nome. È un’ipotesi che ove si verificasse ci troverebbe pronti in modo molto concreto. Ma non si è chiuso», ha risposto Renzi a una precisa domanda dei cronisti sulla Mogherini. Sebbene dipenda da numerose variabili, dunque, mandare il ministro italiano a Bruxelles per il premier è nel novero delle cose non solo possibili ma auspicabili, anche perché – riferiscono gli osservatori – liberare quella casella a Roma gli offrirebbe la scusa per mettere mano a un rimpasto di governo e ridefinire gli equilibri interni alla maggioranza a vantaggio del Pd, capitalizzando anche a Palazzo Chigi i frutti del 40% conquistato alle europee.