Insultò la Kyenge su Facebook, il giudice lo reintegra dopo il licenziamento

Illegittimo il licenziamento di Paolo Serafini da Trentino Trasporti dell’ottobre 2013, perché manca la giusta causa. Così il giudice del lavoro Giorgio Flaim ha disposto il reintegro nell’azienda pubblica locale di trasporti del consigliere circoscrizionale di Trento, dove lavorava come autista, che l’estate scorsa aveva scritto “torni nella giungla” all’allora ministro Cecile Kyenge su Facebook. A Serafini l’azienda dovrà anche corrispondere un risarcimento pari in sostanza agli stipendi mancati. Il licenziamento era arrivato per la connotazione razzista delle sue affermazioni, comparse nel luglio 2013 sulle stesse pagine di quel social network dove Serafini aveva anche a scritte e simboli aziendali. Ragioni che il giudice ha ritenuto precarie, non tali da compromettere il rapporto di fiducia lavorativo, bensì riguardanti la sfera personale, pur sottolineando come il reintegro non attenuti la portata diffamatoria delle sue affermazioni. Affermazioni per cui a metà maggio di quest’anno Serafini è stato condannato per diffamazione aggravata. La condanna era stata a 2.500 euro di multa, più diecimila euro di risarcimento totali, da suddividere per le cinque associazioni che si sono costituite parte civile, più le spese legali, per circa 5.500 euro. A fronte di una richiesta di condanna da parte del pubblico ministero pari a otto mesi di reclusione. La sua frase aveva portato inoltre all’immediata espulsione dal partito Progetto Trentino, a cui aveva aderito dopo l’uscita dalla Lega Nord.