Il sindaco Pd di Taranto “scarica” gli immigrati a Roma e Milano. Fioccano critiche su Alfano e sul governo: emergenza ingovernabile

Continuano a chiamarle solidarietà e accoglienza. Ma non c’è nulla di tutto ciò nella disavventura vissuta da centinaia di profughi sbarcati a Taranto e, poi, dopo un lungo viaggio in pullman scaricati, stanchi e affamati, alla stazione dell’Anagnina a Roma e a quella di Rogoredo a Milano. Una situazione assurda tanto da far intervenire l’Alto commissario delle Nazioni Unite che ha espresso “sconcerto” per la maniera con cui sono stati trattati i quattrocento immigrati e rifugiati  di varia nazionalità provenienti principalmente da Siria, Somalia ed Africa Sub-Sahariana e trovati scalzi e disorientati senza che avessero ricevuto né da bere né da mangiare. Erano sbarcati con la nave Etna a Taranto lunedì sera e lì hanno chiesto di voler essere accompagnati nella Capitale e a Milano (dove nelle ultime ore sono arrivati altri 500 immigrati).  Sott’accusa il sindaco di Taranto, il Pd Ippazio Stefano per il modo in cui ha gestito l’intera vicenda. Ma lui intervistato dal Tempo si è giustificato: «Sono cittadini liberi. I siriani hanno risorse  economiche e partono autonomamente. Gli altri li abbiamo considerati fratelli: non avevano un euro e ci hanno chiesto di essere portati a Roma: Noi li abbiamo accompagnati con cinque nostri bus. Abbiamo pagato noi. Non è compito nostro  aiutarli a Roma. Li abbiamo accompagnati a Roma perché ce l’hanno chiesto». La brutta sorpresa i rifugiati l’hanno avuta appena giunti a destinazione. «Ci hanno fatto scendere – ha raccontato un rifugiato arrivato a Roma – dicendo che qualcuno sarebbe venuto a prenderci. Noi abbiamo aspettato alla stazione». Ma inutilmente. Poi una pattuglia di polizia  notato l’assembramento ha allertato la questura. Per loro è stata infine trovata una sistemazione presso una struttura di accoglienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, il gruppo di Milano se n’è fatto carico la questura e la Protezione civile ha allestito brandine e portato cibo e acqua. Critiche a pioggia in primis contro Renzi e Alfano, e contro i sindaci Giuliano Pisapia, Ignazio Marino. «A Milano – ha detto la coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, Mariastella Gelmini – non si vedevano da tempo, forse dalla fine della guerra, scene come queste in diverse stazioni e parcheggi. Centinaia di profughi scaricati nel parcheggio di Rogoredo, o accampati in Centrale e in Porta Garibaldi. Dov’è Renzi? È così che intende governare? È questa la sua celebrata autorevolezza in Europa? E quante altre centinaia di profughi pensa di spedire a Milano? Ma abbiamo una domanda anche per il sindaco: preferisce accontentare Renzi invece di difendere Milano?».