Il genocidio dimenticato: i giudici spagnoli non indagheranno più sui crimini cinesi in Tibet

Finisce in un nulla di fatto l’inchiesta avviata dalla magistratura spagnola sul dramma tibetano. La Spagna infatti non perseguirà più per genocidio in Tibet l’ex presidente cinese Jiang Zemin, l’ex premier Li Peng e altri tre esponenti della nomenclatura politica e militare di Pechino. Applicando le nuove norme sulla giurisdizione universale, il tribunale ha archiviato le indagini in quanto non riguardano cittadini spagnoli o persone stabilmente residenti nel Paese. Per Zemin, Li Peng e gli altri imputati erano stati addirittura emessi ordini di cattura internazionale il 10 febbraio scorso. L’inchiesta era stata avviata su denunce presentate nel 2006 dalla Fondazione Casa del Tibet, dal Comitato di sostegno al Tibet e dall’Associazione costituita dal monaco tibetano naturalizzato spagnolo, Thubten Wangchen. Il giudice spagnolo Ismael Moreno stava procedendo per genocidio, tortura e crimini contro l’umanità verificatisi in Tibet e che avrebbero causato la morte di un milione di persone negli ultimi 50 anni, ritenendone responsabili gli allora dirigenti del partito comunista. La decisione del Tribunale nazionale è stata presa a maggioranza: nove contro sette. I giudici contrari hanno sostenuto che la riforma, approvata nel febbraio scorso dal Parlamento, dovrebbe essere sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale.