Il flop della “cordata” tricolore per Alitalia lo pagano gli italiani: toccherà allo Stato ricollocare gli esuberi

Si sapeva che sarebbe finita così. Dopo aver lasciato un pugno di manager e sedicenti imprenditori giocherellare, per troppo tempo e impunemente, con la compagnia di bandiera Alitalia, ora il conto, salato, arriva agli italiani. Il problema era nell’aria. Ma, a dare concretezza a quello che tutti temevano, arrivano, ufficialmente, le parole del ministro dei Trasporti, l’alfaniano Maurizio Lupi. Che, uscendo dall’incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, annuncia: l’Alitalia ha confermato l’esistenza di 2.251 esuberi e per questi il governo sta valutando «l’esternalizzazione» di alcuni servizi e la «ricollocazione» di parte del personale nel territorio. Manca, naturalmente, il suggello dei sindacati. Ma, in Italia, da che mondo e mondo, alla fine è finita sempre così: i costi delle incapacità gestionali e manageriali di troppi imprenditori che si sono lanciati in qualche avventura li pagano sempre gli italiani.
Ci mancava, in fondo, solo questo “piccolo” particolare per dichiarare suggellato il matrimonio fra la disastrata Alitalia ed Etihad, la compagnia degli Emirati Arabi che è venuta a fare shopping in Italia. Un boccone facile, questa Alitalia, per Etihad che ha voluto far capire ieri, con un messaggio a banche e sindacati, cosa si aspetta nei prossimi mesi soprattutto sulle due questioni più spinose: il debito e gli esuberi.
Sulla questione degli esuberi Lupi ha auspicato di raggiungere un accordo prima del 15 luglio. «Abbiamo incontrato l’azienda – ha detto l’ex-azzurro che ora ha voltato le spalle a Berlusconi – ci ha spiegato nel merito lo stato della trattativa con i sindacati. Mercoledì convocheremo i sindacati. Sentiremo le loro proposte ed esigenze. Il compito del governo – sostiene Lupi – è attenuare l’impatto degli esuberi» e, per questo, l’esecutivo «sta lavorando agli strumenti» per ridurre questo impatto, «interverremo con tutti gli strumenti possibili e immaginabili. Non possiamo permetterci che questa possibilità di rilancio possa fallire». Come questo sia possibile, lo ha detto fra i denti: esternalizzazione e ricollocazione sul territorio. Fuor dal politichese, significa altri costi sulle spalle degli italiani. La Comunità Europea, che, al riguardo, ha già drizzato le orecchie, non sembra disposta a farsi abbindolare. Tanto da costringere Lupi a precisare: l’Unione europea deve stare tranquilla sulla questione Alitalia-Etihad perché l’Italia «rispetta tutte le norme sul trasporto aereo. Non ci sono aiuti di Stato, non si preoccupino». Tocca agli italiani mettere mano al portafogli.