Ideologia gender a scuola, Giannini risponde a Rampelli (FdI) e fa autocritica: ascolteremo le famiglie

«Basta gender a scuola». Così ha titolato Avvenire.it riportando la notizia di un cambio di rotta del ministro Stefania Giannini su un tema che da settimane infiamma il dibattito politico. Il ministro dell’Istruzione, che inizialmente imbarazzata aveva evitato di prendere una posizione chiara sull’argomento, ha infatti chiarito che dovranno essere evitati casi come quello del Liceo classico Giulio Cesare di Roma (dove agli studenti di 15 anni è stato fatto leggere un romanzo che conteneva la decsrizione esplicita di un rapporto orale tra gay)e quello del Liceo ginnasio “Muratori” di Modena, dove è stata organizzata una conferenza del transessuale Luxuria, senza un normale contraddittorio. Il ministro ha espresso la sua posizione rispondendo alla Camera a una interrogazione presentata da Fabio Rampelli. Il parlamentere di Fratelli d’Italia nel question time ha, infatti, fatto esplicito riferimento agli opuscoli dell’Unar, Educare alla diversità a scuola, e a quelle iniziative «che stanno suscitando animate proteste da parte delle associazioni dei genitori, che, in particolare, criticano la giovane età di molti degli studenti coinvolti, nonché il fatto di non essere stati affatto coinvolti circa la decisione sull’opportunità o meno di dar luogo a tali iniziative». Il ministro nella sua risposta, pur ribadendo l’impegno del ministero nella lotta al contrasto di ogni forma di discriminazione, ha garantito il suo impegno affinché non si ripetano più tentativi di introdurre, con il pretesto della lotta alle discriminazioni, l’ideologia gender nelle scuole. E proprio per evitare che situazioni simili si possano ripetere in futuro – conseguenza dell’applicazione nelle scuole della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, predisposta appunto dall’Unar (Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali) in collaborazione con 29 associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) – ha annunciato che «entro settembre saranno emanate le Linee guida per la prevenzione del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo, per fornire alle scuole un contesto pedagogico ed educativo di riferimento all’interno del quale promuovere autonome iniziative con il coinvolgimento degli organi collegiali scolastici». Nuove linee che saranno stabilite attraverso il confronto diretto e costante con i genitori, che invece erano stati esclusi dalla Strategia dell’Unar. Quanto alla diffusione degli opuscoli (Educare alla diversità), ha ribadito: «Il ministero non è stato coinvolto in nessuna fase del progetto». Plauso all’iniziativa della Giannini  è arrivato  dal presidente dell’Agesc (Associazione scuole cattoliche), Roberto Gontero: «Proprio nell’incontro che abbiamo avuto a maggio avevamo chiesto al ministero di riscrivere le Linee guida, perché riteniamo irrealistico che entrino nelle classi dei nostri figli contenuti che non hanno ricevuto il preventivo consenso dei genitori. Il ministro ha recepito queste nostre preoccupazioni e di questo siamo certamente soddisfatti».