Hillary invade tutte le tv americane e non fa scandalo: la “fortuna” di non chiamarsi Berlusconi…

È bastato cheil presidente Obama dicesse che Hillary Clinton sarebbe stata un ottimo presidente, che subito la potente macchina mediatica a Stelle e Strisce si è messa in moto per favorirla, con la scusa di un libro di memorie. La Clinton sarà infatti superstar sulle tv americane nei prossimi giorni. A cavallo dell’uscita del suo libro Hard Choices, prevista il 10 giugno, l’ex First Lady nonché ex segretario di Stato sarà ospite dei più importanti programmi tv: proprio tra il 9 e il 10 sarà sulla Abc da Diane Sawyer e Robin Roberts. Il 17 andrà in onda sulla Fox, la rete ultra-conservatrice, una sua intervista a cura di Bret Baier e Greta Van Susteren. Lo stesso giorno, il 17 giugno, l’appuntamento clou che potrebbe riservare novità importanti sul suo futuro politico: in diretta tv sulla Cnn dal Newseum di Washington, a partire dalle 5 di pomeriggio, Hillary sarà intervistata dalla firma di punta della rete, Chistiane Amanpour. Ma in quell’occasione accetterà domande “senza rete” (si fa per dire, il modo di pilotare le domande c’è sempre), in diretta, anche dal pubblico, su qualsiasi argomento. La Clinton potrebbe anche scegliere quella sede per annunciare la sua corsa alle presidenziali del 2016. Altro che dinastia e monarchia di cui straparlano le sinistre de noantri a proposito della ventilata entrata in politica della figlia di Silvio Berlusconi, Marina, discesa in campo peraltro sempre smentita dall’interessata. Solo che nella più grande democrazia del mondo è lecito che una potenziale candidata gradita all’establishment vada in tv a tutte le ore e tutti i giorni, sia pure con la scusa del libro. Solo in Italia suscita scandalo il fatto che l’ex premier vada in televisione, mentre i suoi concorrenti politici, da Renzi a tutti gli altri, occupano in un modo o nell’altro gli schermi.

Tornando negli States, pochi giorni fa Obama aveva detto in un’intervista alla Abc che Hillary Clinton sarebbe un presidente degli Stati Uniti «molto efficace», se decidesse di candidarsi alle elezioni del 2016. «Hillary e io – aveva aggiunto – siamo amici. Credo che, poiché ci siamo affrontati nelle primarie più lunghe della storia, e i nostri collaboratori si stavano affrontando in una battaglia politica, la percezione era che quando lei è divenuta segretario di Stato si sia trattato di una sorta di matrimonio di convenienza». Ma «io l’ho sempre ammirata», ha aggiunto Obama. Dicendo di essere stato “benedetto” ad avere accanto collaboratori come Hillary Clinton o il vicepresidente Joe Biden, Obama ha affermato: «Non so cosa deciderà di fare, ma se si candidasse alla presidenza, credo che sarebbe molto efficace come presidente». Più chiaro di così… A quanto pare, insomma, Hillary ha lasciato il Dipartimento di Stato, ma non la scena politica: già due mesi dopo l’addio a favore di Kerry, è riapparsa in pubblico in un convegno contro la violenza sulle donne, inanellando successivamente una serie di appuntamenti pubblici. E malgrado lei a parole dica che la politica non le interessa, i suoi sostenitori pensano il contrario: hanno addirittura già lanciato il sito readyforhillary, inizio del loro impegno pubblico per la candidatura alle presidenziali del 2016. Tra loro alcuni finanziatori pronti a raccogliere fondi per l’eventuale corsa di Hillary alla Casa Bianca. «L’America è pronta per Hillary – dicono – e noi abbiamo bisogno del vostro aiuto per fare in modo che, quando lei sarà pronta a rispondere a questa sfida, saremo in grado di aiutarla».