Grillo chiama e Renzi risponde: «Vediamoci mercoledì». Matteo inaugura la politica dei “due forni”?

S’è risolto in poche ore il confronto a distanza tra Beppe Grillo e Matteo Renzi. La prima mossa l’ha fatta Beppe Grillo. «Noi pensiamo di potere dare un contributo fondamentale alle riforme costituzionali», ha scritto il comico genovese sul suo blog. Per poi lanciare un diretto invito al premier: «Renzi, ci stai o no?».  La risposta di Matteo non s’è fatta attendere: «Vi propongo – si legge in una lettera al M5S – di vederci mercoledì in un orario da concordare insieme». Il premier usa parole al miele. In un passo veste addirittura i panni dell’umiltà: «Ci sono molto cose che continuano a vederci su fronti contrapposti, ma è importante che le forze politiche più rappresentative provino a scrivere insieme le regole del gioco. Nessuno ha la verità in tasca, tutti possono dare una mano».  Che qualcosa fosse nell’aria lo si era già capito  dal tono di questo post di Grillo «Diciamo fin da ora ai cittadini italiani che non c’è alcuna preclusione da parte del MoVimento 5 Stelle ad affrontare anche un tavolo di trattative sulle riforme costituzionali. Vogliamo lavorarci in modo rapido e responsabile, non c’è da parte nostra nessuna intenzione di ritardare il processo».  Una nota sorprendente. E non solo per la dichiarata disponibilità al confronto sulle riforme. La sorpresa vera sta nell’utilizzazione di un aggettivo  finora del tutto estraneo al lessico grillino: «responsabile». È una vera e propria rivoluzione copernicana. Finora infatti, per il comico genovese, “responsabilità” era sinonimo di tradimento, di cedimento a quell’odiato sistema politico che i pentastellati si proponevano di travolgere con il loro Tsunami.

Al dunque, vediamo Renzi nei panni, per lui inediti, dell’umiltà; e Grillo in quelli, altrettanto inediti, della “responsabilità”. Che cosa c’è sotto? Innanzi tutto l’evidente intenzione del comico genovese di comincare a  fare politica e a dare un po’ di costrutto alla sua azione. La batosta rimediata alle europee gli avrà pure insegnato qualcosa. Questo cambiamento di tattica ha, con ogni probabilità,  l’obiettivo di sparigliare il gioco sulle riforme stabilito da Renzi e Berlusconi. E Matteo? Incassa la disponibilità  grillina e si prepara a rinverdire la vecchia strategia democristiana dei due forni. E ciò allo scopo di affermare la centralitàdel Pd nel sistema politico. Certo, la “responsabilità” di Grillo è tutta da verificare. E potrebbe anzi rivelarsi un trappola. A questo punto spetta al centrodestra giocare le sue carte. Se tutto si rimette in movimento e se le carte si rimescolano, potrebbe anche riuscire il “colpaccio” del presidenzialismo.