Gas, Mosca minaccia di chiudere i rubinetti a Kiev: sarà emergenza già da lunedì

È crisi profonda tra Russia e Ucraina, oltre che sul campo, anche nel settore energetico. Il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha ordinato ai ministeri competenti, ai manager della società energetica statale Naftogaz e alle amministrazioni regionali di prepararsi alla cessazione delle forniture di gas russo da lunedì 16 e di redigere in quest’ottica un piano di funzionamento del settore energetico. Iatseniuk ha inoltre chiesto al ministero della Giustizia e a Naftogaz di prepararsi a difendere gli interessi del Paese all’arbitrato della Corte di Stoccolma e a rivedere le tariffe per il transito del gas russo sul territorio ucraino. Kiev ha fatto sapere che avrebbe pagato il suo debito solo se il prezzo del gas fosse sceso. Ma «la continuazione delle trattative sulla questione del gas dipende dall’Ucraina». Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Itar-Tass, precisando che a suo avviso la Russia ha dimostrato «massima flessibilità», mentre «purtroppo da parte ucraina non si nota il desiderio di giungere a un accordo». La tariffa di 385 dollari per mille metri cubi di gas proposta da Mosca all’Ucraina (con una riduzione di 100 dollari rispetto al prezzo attuale) è l’ultima offerta russa. Lo ha detto l’ad di Gazprom, Alexiei Miller, citato da Interfax. Lo stesso Miller aveva fatto sapere qualche ora fa che se l’accordo era naufragato la responsabilità era degli ucraini e non certo della Gazprom. Ora occorrerà capire quali effetti potrà avere sull’intera Europa la chiusura dei rubinetti del gas della Gazprom, se chiusura ci sarà. E dire che sembrava che la si stesse aprendo uno spiraglio, dopo la telefonata giovedì del neo presidente ucraino Poroshenko al suo omologo Putin. La questione invece ha radici lontane, e passa dalla Crimea, dall’Ucraina sudorientale e dalla scelta di campo internazionale di Kiev. Anche in queste ore i spearatisti siaffontano con le truppe di Kiev, meglio armate ed equipaggiate, mentre Mosca calcola che finora circa trentamila sia il numero dei rifugiati che è fuggito dall’Ucraina in Russia.