Fondi Sardegna: «Stalking da un consigliere di Rifondazione, risarcita coi soldi pubblici»

Presunti «atti persecutori» da parte dell’ex capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Luigi Cogodi, nei confronti dell’ex dipendente Ornella Piredda. Li ha riferiti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale, la stessa testimone nel processo ai 18 consiglieri regionali per la vicenda dei fondi al gruppo misto della XIII legislatura. Rispondendo alle domande dell’avvocato Agostinangelo Marras, difensore di Giuseppe Atzeni (capogruppo del misto e unico imputato per l’accusa di mobbing), la donna ha riferito di una conciliazione con Rifondazione comunista sottoscritta davanti all’ufficio per il lavoro legata ad un demansionamento quando lavorava nel gruppo consiliare comunista nei primi anni del 2000. Nel 2004 ci sarebbe stata la transazione per evitare la causa con 60 mila euro dati alla Piredda (circa 10 mila per il demansionamento, il resto per presunti atti persecutori di Cogodi che – stando alle parole della donna – si sarebbe invaghito sentimentalmente non accettando il suo rifiuto). Nel documento sottoscritto si farebbe riferimento al mobbing, ma in aula la testimone ha chiarito che si sarebbe trattato di stalking legato al suo rifiuto. A suo tempo la Procura di Cagliari fece degli accertamenti sulla vicenda, per chiarire la legittimità dell’utilizzo dei fondi per chiudere la transazione. L’inchiesta si era chiusa con un’archiviazione. Alla prossima udienza, il 4 luglio, si riprenderà proprio da qui. Dei venti consiglieri finiti nella prima inchiesta della Procura due sono stati stralciati: già condannato in abbreviato l’ex capogruppo dell’Idv Adriano Salis, mentre l’ex senatore del Pdl Silvestro Ladu è imputato in un altro processo.