Fini-Santanchè: scontro al calor bianco in diretta tv

In diretta su RaiTre va in scena l’ennesimo atto della diaspora della destra italiana. Gianfranco Fini presenta la sua ultima iniziativa politica (la convention del 28 giugno a Roma per promuovere la sua idea di centrodestra) e coglie l’occasione per lanciare strali ai suoi ex colleghi di partito. «I “fratellini d’Italia”, o cuginetti di campagna, non possono usare la storia di Alleanza nazionale – dice l’ex leader di Futuro e Libertà – per sostenere ciò che vanno dicendo. Ed è un problema tutt’altro che personale, perché Alleanza nazionale è stata l’apertura della destra ad un mondo moderato, mentre oggi chi usa quel nome è diventato l’ultima ridotta veteromissina. E lo dice l’ultimo segretario del Movimento sociale italiano, senza nulla di personale: è un’analisi politica». In collegamento esterno c’è Daniela Santanchè, che sbotta: «Questo è un comizietto. Fini si presenti alle elezioni, presenti il suo partito. La prossima volta prenda i voti». Fini, 62 anni, alle spalle otto legislature, una da presidente della Camera, si chiama però fuori dalla lotta politica. «Berlusconi c’è e nessuno lo discute. Io non mi candido a nulla». Torna quindi a ribadire concetti ripetuti da anni, in più sedi e in più occasioni. «Le riforme vanno fatte con il più largo consenso possibile». Il motivo del ritorno sulla scena pubblica? «Dare occasioni di confronto. In due anni il centrodestra ha perso 6 milioni di voti. Poi sul premier: «Renzi ha davanti a sé un’autostrada se il centrodestra non si riorganizza». Mano tesa a Forza Italia, a Fratelli d’Italia e alla Lega, quindi? Niente affatto. Fini torna a ribadire che «ci sono evidenti incompatibilità nel centrodestra» e che con Berlusconi il rapporto si è interrotto «perché abbiamo una differente concezione della legalità». La Santanchè non ci sta neanche questa volta e lo interrompe: «Capisco il rancore. Lei voleva il posto di Berlusconi e non ce l’ha fatta. Ha perso una grande occasione. Ma pensi a come è stato graziato lei dalla giustizia». Gli altri ospiti in studio assistono tra l’imbarazzato e il divertito le schermaglie tra i due ex compagni di partito. Sogghigna Anna Ascani, uno dei volti nuovi del Pd, che ha trionfato alle europee. «Dall’altra parte vedo uno psicodramma collettivo pre e dopo Berlusconi». Ancora più perfido l’architetto “rosso” Massimiliano Fuksas. «In questo studio sento discorsi da vecchia politica, superati». Un concetto condiviso dal giornalista di Panorama, Carlo Puca: «Questo è un dibattito anacronistico. In Italia, oggi, la politica ruota attorno a tre leader: Renzi, Berlusconi e Grillo».  Alla fine di una trasmissione infuocata Gerardo Greco dà appuntamento alla prossima puntata di Agorà. Si prevedono buoni ascolti. Almeno lui ha di che sorridere.