Fermati sette scafisti responsabili di tre sbarchi di immigrati clandestini: «1500 dollari per ogni viaggio»

Un tunisino di 34 anni, Abd El Karim El Hamdi, ritenuto lo scafista del peschereccio con a bordo 266 migranti soccorsi dalla nave mercantile “North Guardian” nel canale di Sicilia e arrivati domenica a Pozzallo, è stato fermato su disposizione della Procura di Ragusa. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra mobile della questura, da agenti del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato, da militari della Guardia di Finanza di Pozzallo e dai carabinieri della compagnia di Modica. Lo scafista ha fatto ammissioni: «L’organizzatore – ha confessato agli investigatori – mi ha proposto dapprima uno sconto e successivamente di pagarmi a viaggio ultimato 1.500 dollari se avessi condotto il peschereccio». I testimoni hanno raccontato che «durante tutto il viaggio non ci hanno dato da mangiare, né da bere: i bambini sono arrivati in condizioni pietose, così anche le donne, qualcuna in stato interessante che si è sentita male». Ogni migrante – hanno accertato gli investigatori – avrebbe pagato mediamente 1.500 dollari, per un incasso che si aggira su 400mila dollari. Per i trafficanti il giubbotto salvagente è un “optional” da pagare: 200 dollari ciascuno in più.
Altri due presunti scafisti, uno di nazionalità siriana e uno marocchino, sono stati fermati dalla Squadra mobile di Agrigento perché indiziati «di aver procurato, in concorso tra loro, l’ingresso illegale in Italia di 257 eritrei mediante la conduzione di un’imbarcazione proveniente dalla Libia». Il natante, carico di migranti poi trasferiti a Porto Empedocle (Agrigento), è stato soccorso sabato a 30 miglia da Lampedusa. Adnan Alsadeka, siriano, di 25 anni e Sharif Marjon, marocchino, di 51 anni, sono stati portati nel carcere Petrusa di Agrigento.
Infine quattro tunisini, ritenuti gli scafisti di natanti soccorsi nel Canale di Sicilia con a bordo, complessivamente, 1.300 migranti che sono arrivati domenica nel porto di Augusta a bordo della motonave “Asso 25“, sono stati fermati su disposizione della Procura di Siracusa. Il provvedimento, emesso dal procuratore Francesco Paolo Giordano, è stato eseguito da agenti della Polizia di frontiera marittima, personale del Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina, carabinieri e Guardia di Finanza. I quattro sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.