Estate romana a rischio. Gli operatori contro Marino: «Non ha una visione strategica della cultura»

Il bando chiuso in ritardo, l’assegnazione delle location ancora da pubblicare, una serie di misure di carattere locale che chiudono spazi alla movida. Il tutto in assenza di una guida politica, dopo le dimissioni dell’assessore capitolino alla Cultura Flavia Barca. Sono molti i fattori che mettono a rischio l’Estate romana 2014, che dovrebbe prendere il via ufficialmente tra due settimane.

A lanciare l’allarme sono gli operatori che da decenni animano le serate estive della Capitale e che quest’anno, attraverso il “Comitato estate romana”, hanno dovuto suonare la sveglia al sindaco Ignazio Marino. «Un anno è passato dall’insediamento della sua giunta, ed è stato un lungo periodo di assenza di una visione strategica della politica culturale cittadina», è l’atto di accusa al sindaco, che è stato riportato da Repubblica e che prosegue sottolineando che si è arrivati «a un passo dall’Estate romana senza graduatorie pubblicate e, di conseguenza, senza fondi assegnati». La pubblicazione delle graduatorie è attesa per lunedì, davvero troppo tardi per chi «si carica sulle spalle – ricorda il Comitato – rischi imprenditoriali enormi». Ad aggravare questa incertezza ci sono anche una serie di divieti che peseranno sia su chi organizza le grandi kermesse sia sugli esercenti, che contano sulle serate estive per incrementare le entrate in tempi di crisi. L’ultima è l’ordinanza anti-alcol, che prevede il divieto di vendita da asporto e di utilizzo del vetro dalle 22, il divieto di consumo nelle aree pubbliche dalle 24 e il divieto di somministrazione dalle 2. L’ordinanza sarà valida fino al 31 ottobre e riguarderà tutte le zone tipiche delle uscite serali, da Trastevere a San Lorenzo, da Campo de’ Fiori a Ponte Milvio, dal Pigneto a Testaccio fino al Celio, Monti e via del Commercio a Ostiense. Risalgono invece a qualche settimana fa le decisioni del I Municipio di chiudere alle performance le aree verdi del Celio e di lanciare una guerra al rumore a Trastevere che avrà come conseguenza più probabile l’impossibilità di fare musica dal vivo nelle piazze del rione o sulle sponde del Tevere. Ammesso che il fiume, location tipica dell’Estate romana, quest’anno possa animarsi come negli anni scorsi.