Egitto, il leader dei Fratelli Musulmani e i suoi seguaci condannati a morte per l’assalto ad un commissariato di polizia

Gli echi della protesta di un anno fa deflagrano in tribunale in queste ore. Era atteso in mattinata al Cairo il verdetto di primo grado sulla richiesta di condanna a morte per la guida suprema dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie. E la sentenza è arrivata: condanna a morte per istigazione alla violenza. La decisione è stata pronunciata nell’ambito del secondo troncone di un maxi-processo, con controverse condanne a morte di massa, celebrato per l’assalto ad un commissariato compiuto a Minya (Egitto centrale) durante la repressione dei moti di protesta contro la deposizione del presidente Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. Morsi era stato defenestrato dai militari, sull’onda di altre proteste popolari, all’inizio di luglio dell’anno scorso. Il processo odierno riguardava allora 683 dei circa 1.200 imputati del dibattimento di massa che l’Onu considera senza pari negli anni recenti.

Di un primo gruppo di 529 accusati, in stragrande maggioranza contumaci, 37 erano stati condannati a morte a fine aprile, e agli altri era stato inflitto l’ergastolo; ma la sentenza è stata impugnata dalla Procura generale. La condanna a morte per i 683, tra cui Badie, era stata chiesta in aprile, e il verdetto arriva a questo punto dopo un segreto parere non-vincolante del Gran Muftì, la massima autorità religiosa egiziana. L’episodio al centro del processo, in cui realmente alla sbarra compaiono dunque circa 110 imputati, riguarda un assalto in cui era morto almeno un poliziotto. Da qui l’accusa a Badie di istigazione alla violenza. E non è ancora tutto: per il leader della Fratellanza, sotto processo per quasi una quarantina di altri casi, giovedì era stata chiesta un’altra condanna a morte, e sempre per istigazione alla violenza: in quel caso, però, in occasione di scontri avvenuti al Cairo, nel governatorato di Giza. Per ora, secondo quanto anticipato a margine del processo da un avvocato degli imputati, verrà presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna a morte. Il legale, Khaled el Komi, ha precisato che il ricorso sarà presentato dopo che verranno pubblicate le motivazioni della sentenza.