Dracula sepolto a Napoli? Uno spot che potrà attirare qualche turista credulone…

Una misteriosa lapide nel chiostro di Santa Maria la Nova a Napoli e la leggenda si mette in moto. Il conte Dracula sarebbe sepolto a Napoli: ricercatori estoni e italiani (tra cui i fratelli Glinni, “scopritori” anche del controverso autoritratto di Leonardo scoperto ad Acerenza) sarebbero a caccia delle illustri e temute spoglie. Su quella lapide c’è un drago e poi ci sono due sfingi, simboli egizi della città di Tebe-Tepes. Bene il chiacchierato conte si chiamava Dracula Tepes. Tutto chiaro? No, come ci è finito Dracula nel capoluogo partenopeo? Grazie a una figlia, adottata nel 1479 da Ferdinando d’Aragona, al quale poi avrebbe chiesto asilo anche Vlad III detto Dracula. Un filo rosso che porta dritto dritto alla sepoltura nel cuore di Napoli…

Una storia che incrocia simboli e immaginazione dove di scientifico c’è poco o nulla. Un racconto che sembra confezionato appositamente per uno spot pubblicitario che attiri turisti a Napoli, città che vanta una illustre tradizione esoterica come sanno coloro che si sono imbattuti nella biografia del principe di San Severo, massone e alchimista vissuto nel Settecento. Ora, questa collocazione di Dracula a Napoli appare un po’ come un ossimoro: che c’entra la solare città di Pulcinella con le gotiche atmosfere della leggenda di Dracula? Nulla. E però proprio questa ambiguità è il nucleo fascinoso di tutta la faccenda. I simboli, del resto, sono ambigui per definizione, fanno velo alla realtà per aprire verso l’alto le povere e limitate menti degli umani… la scommessa è dunque che Napoli possa avere una sua specialissima Lochness, la tomba che non c’è del conte che non c’è e che proprio dell’energia vitale di una città celebrata per la sua luce può trarre alimento per la sua leggenda. Storici e ricercatori non saranno certo interessati. Ma in una guida turistica per viaggiatori creduloni questa storiella farebbe la sua figura. Il genere noir inaugurato da Twilight può ancora essere sfruttato.