Dell’Utri estradato in un battibaleno: ora è a Rebibbia per scontare sette anni di reclusione

Marcello Dell’Utri, estradato in fretta e furia dal Libano giovedì notte (contrariamente a quanto si prevedeva, non essendoci trattato di estradizione fra i due Paesi), è arrivato a Roma venerdì mattina, intorno alle 7. L’ex senatore di Forza Italia ha viaggiato su un volo Alitalia accompagnato da agenti dell’Interpol. L’aereo è atterrato allo scalo di Fiumicino: Dell’Utri è stato portato negli uffici della Polaria da ufficiali e funzionari della Dia giunti da Palermo, che gli hanno notificato l’ordinanza di esecuzione della pena a sette anni di reclusione. Il provvedimento era stato emesso dalla Procura generale di Palermo subito dopo la sentenza della Cassazione con la quale è diventata definitiva la condanna dell’ex senatore per concorso esterno in associazione mafiosa. A quanto si è appreso, Dell’Utri appariva “abbastanza provato”, ma ha camminato senza problemi nel breve percorso all’interno dell’aeroporto. Sua figlia Chiara, che lo accompagnava, è invece uscita dall’aeroporto per le vie normali. «Abbiamo provato a parlare con lui durante il volo – ha detto una giornalista che ha viaggiato sullo stesso aereo di Dell’Utri – ma siamo stati sempre bloccati. Siamo riusciti solo ad ottenere alcuni sorrisi e la battuta “sono stanco”. La figlia Chiara ha viaggiato a circa metà dell’aereo, aveva un turbante e ha utilizzato all’inizio un velo verde per coprirsi. Ha cercato di parlare in qualche modo con il padre, qualche parolina, qualche segno, poi tornava in fondo all’aereo. Quelli che lanciava ci sono parsi saluti». L’ex senatore è stato affidato alla Polizia penitenziaria per il suo trasferimento nel carcere di Rebibbia. Dell’Utri, condannato in Italia in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, arrestato lo scorso 12 aprile all’hotel Phoenicia di Beirut, è stato piantonato all’ospedale di Al Hayat, nel sud di Beirut, fino a giovedì.