Corea del Nord, un altro turista americano arrestato: aveva una Bibbia

In manette perché aveva lasciato nella stanza dell’albergo dove aveva soggiornato una Bibbia. È accaduto a un cittadino statunitense che è stato arrestato in Corea del Nord, dove era entrato con un visto turistico il 29 aprile scorso, per aver «tenuto una condotta inappropriata rispetto allo scopo del suo viaggio», così «violando le leggi che deve osservare un visitatore nella Repubblica Democratica Popolare». L’uomo si chiama Jeffrey Edward Fowle. Le fonti diplomatiche hanno riferito che faceva parte di un gruppo ed è stato fermato e arrestato poco prima di lasciare il Paese. Appena il 20 maggio scorso, il governo Usa ha esortato i suoi cittadini a non recarsi in Corea del Nord, menzionando i rischi di arresti arbitrari e di detenzione a lungo termine. Il 26 aprile, invece, un funzionario nordcoreano ha dato conto, attraverso la Kcna, dell’arresto di un uomo identificato come “Miller Matthew Todd”, detenuto dal 10 aprile a causa di un «comportamento avventato» al momento dell’ingresso nel Paese. Pur avendo un regolare visto turistico, l’uomo, in base alle ricostruzione offerta, lo avrebbe strappato gridando di voler chiedere “asilo” in Corea del Nord, scelta come Paese rifugio. L’altro cittadino statunitense detenuto è Kenneth Bae, di 44 anni, un missionario di origini coreane arrestato il 3 novembre 2012 mentre guidava un gruppo di turisti in un tour a Rason, una zona economica speciale nel nordest del Paese che confina con Cina e Russia. Ad aprile 2013, Bae è stato condannato a 15 anni di lavori forzati essendo stato giudicato colpevole del “tentativo di rovesciare” il regime.