Colpo di scena, la Merkel apre alla flessibilità sul fiscal compact. La ragionevolezza si fa strada a Berlino?

Sarà stata la paura per l’avanzata delle liste euroscetiche alle ultime elezioni. Sarà stata anche la pressione esercitata da Hollande che s’è visto scavalcare da Marine Le Pen in nome dell’opposizione all’euro. Sarà quello che volete, fatto sta che qualcosa comincia a muoversi a Berlino e una prima crepa si è aperta sul muro del rigore teutonico.  Angela Merkel fa infatti sapere attarverso il suo portavoce, Steffen Seiber, di ritenere possibile un utilizzo “flessibile” del patto europeo di stabilità, che però deve essere rispettato (e ci mancherebbe altro!). «La credibilità deriva dal rispetto delle regole che ci si è dati».  Nelle regole sul deficit (grossa novità)  si possono considerare i cicli economici negativi: «Un prolungamento delle scadenze  di rientro  è possibile ed è già stato usato» (quando e per chi?). La inopinata “flessibilità” merkeliana prevederebbe anche una «clausola sugli investimenti per le riforme strutturali». Si tratta certamente di parole importanti. Forse la ragionevolezza si sta facendo strada a Berlino. Ma è comuque presto per tirare un sospiro di sollievo: i “falchi” della Bundesbank possone sempre tornare a volare.

L’apertura della Merkel arriva alla vigilia dell’importante vertice dei capi di Stato e di governo Ue di Ypres, che si terrà questo fine settimana. E che sembra dare un implicito via libera alla bozza di programma che il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, presenterà ai leader europei. Nel documento Van Rompuy spiega: «L’Ue ha bisogno di fare passi coraggiosi per aumentare gli investimenti, creare occupazione e incoraggiare le riforme per la competitività». Nella bozza, che sarà ancora limata in un incontro fra gli sherpa martedì 24 giugno, si indicano le priorità dei prossimi cinque anni per la Ue. Fra queste la Ue deve «sfruttare pienamente» le potenzialità del mercato unico, sostenere l’imprenditorialità e la creazione di nuovi posti di lavoro, promuovere gli investimenti, aumentare la propria attrattività economica e rafforzare l’Unione economica e monetaria. Nel testo della bozza si elencano le sfide che l’Europa si trova ancora di fronte: «Bassa crescita, elevata disoccupazione, insufficienti investimenti pubblici e privati, debito pubblico, mancanza di competitività e squilibri all’interno dell’area dell’euro». Nella piattaforma programmatica preparata da Van Rompuy si sottolinea che «tutte le nostre economie necessitano di continuare con le riforme strutturali». Per questo occorre continuare a lavorare «sui recenti sforzi di consolidamento, sulle regole esistenti del patto di Stabilità e crescita e sul pieno utilizzo della flessibilità che contengono». Se son  rose fioriranno. Speriamo  che sia finita l’epoca dei crauti amari.