Che figura, la Torino progressista: nelle mense scolastiche mosche e sporcizia

Mosche e acqua sui pavimenti, termometri di celle frigo non funzionanti, manutenzione carente e altre irregolarità in una scuola comunale. Non è un’isola felice la Torino tanto osannata per via delle varie giunte progressiste che si sono succedute fino a Fassino, che avrebbero fatto della città della Mole un modello amministrativo e culturale superiore. Brutta la notizia della chiusura da parte della Asl del centro di cottura di Moncalieri  della Camst, che la ditta che fornisce i pasti nelle mense scolastiche dove ogni giorno vanno i bambini di Torino e di molte altre della provincia. Una dozzina le irregolarità, tra carenze ingienico sanitarie e mancanze nei locali, rilevate dalla Procura del pm Raffaele Guariniello che aveva inviato un’ispezione dopo aver ricevuto diverse lamentele dai  genitori degli alunni. Il magistrato aveva iniziato a indagare dopo che quattro bambini di una scuola di Torino erano rimasti vittima di una presunta intossicazione dopo aver mangiato in mensa. Durante il controllo lo spettacolo è stato desolante, la polizia giudiziaria ha trovato una situazione tale, da richiedere un intervento delle autorità sanitarie: mosche e acqua sul pavimento, termometri guasti, ruggine, piastrelle rotte, polvere sui banchi di lavorazione, sporcizia in un apparecchio abbattitore delle temperature. L’Asl To5 ha poi fatto una serie di prescrizioni e, lunedì scorso ha messo i sigilli alla struttura fino alla risoluzione dei problemi rilevati. Il pm Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati il titolare della Camst per commercio di sostanze alimentari nocive.

A Torino sicuramente genitori e alunni ricordano le parole del sindaco Fassino il primo giorno di scuola del settembre scorso: «Investire in formazione e cultura è segno di civiltà perché si ha a cuore il futuro delle nuove generazioni», disse  accompagnato dagli assessori comunale e provinciale all’Istruzione, incontrando gli alunni di una scuola del centro città intrattenendosi sull’importanza degli investimenti nella scuola. Anche la Torino di Fassino non è esente da brutte figure.