Caso Yara, il pm: puzzle quasi completato. Il Dna è stato un «faro». Non si esclude il rito immediato

«È stata un’indagine faticosissima, ma ogni giorno qualche tassello andava a completare il puzzle»: ha parlato il magistrato che coordina le indagini sul caso Yara, Letizia Ruggeri e insieme al procuratore Francesco Dettori  e il generale capo dei Ros Mario Parente ha illustrato gli sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio, durante una conferenza stampa alla procura di Bergamo. «Non avete idea di quanta fatica è stata fatta in un’indagine a elenchi, con nessun testimone e ben poche telecamere funzionanti. Nei primi mesi è stato un incubo. Ci avremmo impiegato anche dieci anni, ma ce l’avremmo fatta. Non ci saremmo arresi», rivendica il pm ha anche fornito una cifra: le utenze telefoniche da verificare, nella fase iniziale dell’inchiesta, erano 120.000. Dopo i primi tre mesi da incubo, il ritrovamento del cadavere di Yara ha dato una svolta alle indagini: «Il Dna è stato il faro alla luce del quale proseguire le indagini», afferma. «Come è noto i cadaveri danno informazioni e sapere che sugli slip è stato localizzato questo Dna ci ha molto aiutato», prosegue il pm di Bergamo che non esclude di chiedere il giudizio immediato, senza quindi passare dall’udienza preliminare, per Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio. Il pm Letizia Ruggeri non esclude «di ricorrere al rito immediato, ma devo vedere come evolve questa fase investigativa», ha detto sottolineando che sulle indagini in corso, ora c’è il segreto istruttorio. Anche se ha ribadito che noi «la certezza investigativa l’abbiamo. Ci guardiamo bene dal considerare questo un caso chiuso – ha aggiunto il pm – le indagini continuano, non sono chiuse. Vi sono gravi indizi e pressanti motivi di custodia cautelare». Alla conferenza è intervenuto anche il questore di Bergamo, Fortunato Finolli che ha cercato di rendere la complessità dell’indagine: «Abbiamo dato il nome a un marziano, perché sembrava fosse stato un marziano a scendere e a prendere la piccola Yara».