Caso Rolling Stones: a Marino la Soprintendenza concede tutto mentre ad Alemanno vietò le bighe

Luci e ombre per il day after del concertone dei Rolling Stones al Circo Massimo. Se Ignazio Marino si pavoneggia dietro la retorica dell’evento storico e della performance «impeccabile» delle forze dell’ordine, non mancano le polemiche, a partire dal prezzo “low cost” dell’affitto agli organizzatori del Circo Massimo (appena 8mila euro). Una “svista” che non è andata giù ai Cinquestelle che hanno annunciato un’interrogazione per chiedere il rendiconto dei costi sostenuti dal Comune per l’evento (al quale ha partecipato da invitato Vip anche Beppe Grillo, icona della guerra ai privilegi della casta). Ma le critiche più serie hanno per bersaglio lo strabismo delle Soprintendenze ai beni archeologici sullo sfondo dell’eterna querelle sulla fruibilità del patrimonio artistico e monumentale italiano. «Siamo favorevoli ai grandi eventi nelle aree archeologiche – spiega Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della precedente Giunta Alemanno – a patto che rispettino le normative e che le Soprintendenze utilizzino gli stessi criteri per tutti». Da addetto ai lavori l’esponente di Fratelli d’Italia ricorda con rammarico e ironia i tanti divieti ricevuti per la concessione di aree archeologiche di pregio per eventi fortemente legati alla tradizione romana. «Purtroppo ancora oggi i soprintendenti danno il via libera a seconda del profilo degli organizzatori e delle pressioni che ricevono. Un esempio? Per l’utilizzo del Circo Massimo per la celebrazione del Natale di Roma ricordo che si mise in discussione l’utilizzo dell’ovale, si impedì l’uso delle bighe per salvaguardare… la ghiaia. Ben più impattanti, credo, gli allestimenti giganteschi per il concerto dei Rolling Stones». Su questo tema l’ex presidente della commissione Cultura auspica un riordino delle competenze delle Soprintendenze all’interno degli “Stati generali della Cultura” inseriti nel disegno di legge Franceschini in queste ore all’esame della Camera. «È necessario introdurre alcune novità a partire dalle turnazioni e dalle deleghe ai Comuni per l’utilizzo delle aree. Insomma basta con lo strapotere feudale delle Soprintendenze…».
Infine una chicca: per la realizzazione da parte di Roma Capitale della mostra di arte contemporanea di Javier Marin alla terrazza del Pincio, la Sovrintendenza dette tre dinieghi scritti preferendo l’Albero di natale a Piazza Venezia». Per fortuna l’esposizione di caratura internazionale si fece lo stesso, in barba ai tecnici. L’ex sindaco Alemanno, invece, dalle colonne de Il Tempo, punta l’indice sulla gestione elitaria del maxi-evento. «Regalare monumenti di Roma come scenografia per grandi eventi è un’abitudine antica – spiega – ed è una scelta non sbagliata quando vengono offerti a tutta la collettività. Non è accettabile invece farlo a uso e consumo di pochi fortunati che, a caro prezzo, si sono aggiudicati i biglietti a disposizione». Alla modica cifra di 120 euro.