Bonanni a Renzi: «Noi non crediamo all’uomo solo al comando»

«Noi non ci crediamo, non crediamo che arrivi uno che risolva tutto, che promette mari e monti…non ci crediamo». E due. Dopo la Camusso, e in attesa di Angeletti, anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni chiudendo la Festa nazionale del sindacato a Firenze si smarca da Matteo Renzi. E lo fa con un riferimento a quella cultura dell’uomo solo al comando che vede nell’attuale premier il suo interprete più fresco. «Da questa giornata abbiamo visto che possiamo contare su molte amicizie – ha aggiunto Bonanni – E’ una battaglia buona quella che possiamo fare tutti insieme per tirare la carretta». Ritornando anche sulle parole pronunciate dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, Bonanni ha quindi sottolineato che è normale «che il governo decida, ed è giusto. Il problema è come decidete».  Nella discussione, ha poi detto il leader cislino quasi a voler rintuzzare chi sostiene essere eccessivi i toni della polemica con l’inquilino di Palazzo Chigi, «ogni tanto si tira qualche calcio di mulo. Ma chi si aspetta da noi casino, non lo faremo. Invece parleremo con la gente della corruzione che dilaga, del fisco e delle pensioni». Temi, ha perciò aggiunto sornione il segretario della Cisl «su cui daremo una spolverata in tutta Italia con gli altri sindacati». Se non è l’annuncio di uno sciopero generale autunnale poco ci manca.  Cosicchè, per concludere la sua riflessione, Bonanni ha lanciato all’esecutivo un ammonimento chiaro ed esplicito: «Vogliono sfidare il sindacato? Vedranno il meglio di noi. Siamo le formiche d’Italia. Metteremo in luce tutte le chiacchiere inutili che ci sono in giro per l’Italia». Se la ripresa economica non arriva, è facile prevedere che l’attrito tra sindacati e governo divenga molto presto conflitto aperto.